S'intingidora - La tingitrice

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Sin dal Paleolitico, con le pitture rupestri, l'uomo ha mostrato interesse nella ricerca del colore per dare rappresentatività alle sue libere espressioni.

La maggior parte di queste sono però scomparse col deterioramento dei materiali e dei tessuti che, di certo, erano oggetto delle tinture.

Applicazioni, scoperte, tecniche, si sono quindi sviluppate in questo settore, con una attenzione sempre più rivolta alle esigenze estetiche e decorative sino a diventare, attualmente, la regola delle principali tendenze di moda.

 

La tintura: un'arte antica riservata a poche elette

L’antica arte della tintura era prerogativa delle tessitrici più anziane ed esperte, in quanto il procedimento di selezione e preparazione della materia prima richiede sapienza e maestria. Per la tintura si prediligono le fibre di origine animale (come la lana) o vegetale (come il lino).

Le fibre naturali venivano accuratamente lavate e asciugate.

Si passava poi alla cardatura per eliminare grovigli e assottigliare le fibre per renderle più morbide.

Una volta pronta la fibra si procedeva alla filatura con l’ausilio del fuso fino ad ottenere un unico filo lunghissimo che, a questo punto, poteva essere tinto.

Le tinte naturali oggi

Oggi, con la riscoperta delle tinture naturali e la valorizzazione della biodiversità, soprattutto dal punto di vista cromatico, si realizza un salto nel passato visto che, fra XIX e XX secolo, i coloranti chimici e sintetici, presero un irreversibile sopravvento rispetto alle antiche tinture.

In Ogliastra circa il 90% delle essenze naturali ha proprietà tintorie con delle cromie uniche.

 

Letto 3381 volte Ultima modifica il Lunedì, 11 Maggio 2015 19:01

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