La quarta tappa della manifestazione ADOTTA UN NURAGHE approda nel Sarrabus.

Il Comune di Loceri in collaborazione con l'A.P.S. Agugliastra.it ha organizzato i corsi di formazione CREA.LO, Loceri cultura e creatività, indirizzati a vari target di partecipanti.

Le finalità principali dei corsi in oggetto sono:

  • Stimolare sensi e capacità fisiche e artistiche su vari temi;
  • Sensibilizzare i cittadini di tutte le fasce d’età alla scoperta del territorio sardo (ogliastrino in particolare) attraverso l’acquisizione di nozioni base utili a migliorare l’osservazione a l’apprendimento delle peculiarità ambientali e storico culturali nostrane.

I corsi saranno suddivisi in singole discipline organizzate secondo lo schema seguente con libero accesso ma con un target preferenziale.

  1. Fotografia - 40 ore (Giovani)
  2. Canto Polifonico - 30 ore (Adulti/Giovani)
  3. Ginnastica dolce - 58 ore (Senior)
  4. Arte e Decorazione - 40 ore (Senior)
  5. Piante officinali - 9 ore (Adulti)
  6. Archeologia - 9 ore (Adulti)
  7. Storia della Sardegna - 9 ore (Adulti)

Le iscrizioni ai corsi si effettuano presso il Comune di Loceri previo il pagamento di una quota una tantum di € 20.

Di seguito la prima parte del calendario 2015/2016

CREALO Calendario2015 16

 

Maria Lai è morta a 93 anni nella sua casa di Cardedu.

L'Ogliastra perde una delle sue figlie più creative. Maria, considerata l'artista più rappresentativa dell'arte sarda contemporanea, è riuscita a far apprezzare la Sardegna più vera in tutto il mondo.

Da circa tre mesi a Tertenia si stanno creando dei Murales che rappresentano le quattordici stazioni della via Crucis.

L'idea originale e suggestiva è nata dall'infaticabile Presidente della Pro Loco di Tertenia, la prof.ssa Agnese Deiana.

La Fiera delle Ciliegie rappresenta probabilmente uno degli appuntamenti più attesi in Ogliastra non solo per la bontà del prodotto che la cittadina Lanuseina offre ma soprattutto per la sua capacità di mostrare arti e tradizioni in un continuum temporale.
Agugliastra guardando alla tradizione trasforma il Museo Civico Ferrai in una finestra del tempo dove mondi apparentemente lontani porgono la loro vicinanza al presente.

Intingidoras

Pubblichiamo con piacere un articolo de L'Unione Sarda nell'edizione del 16 Maggio 2012, scritto da Daniela Usai, che riguarda le Intingidoras (maestre di tintura dei tessuti) che hanno partecipato alle nostre 3 edizioni di Artes Antigas.

Tingere i tessuti secondo natura

Coppia di artigiani tiene viva la tradizione di estrarre i colori dalla erbe.

La loro è una ricerca nella memoria delle essenze naturali.
Nel principio colorante del Truiscu, della Rubia Peregrina, della Marzigusa, nel mallo delle noci. Daniela Deplano, 41 anni e Elia Marongiu, 50 anni, di Lanusei, raccolgono le erbe che la campagna regala dalla primavera all'estate. Poi le mettono a cuocere per trasformarle in giallo, rosso, verde e marrone. Tinte naturali ipoallergeniche e rispettose dell'ambiente. Serviranno per sciarpe, matassa di lana, tende di lino o cotone.

NUOVI COLORI
Nel laboratorio al centro di Lanusei sperimentano tessuti, studiano tonalità, cercano nuove policromie, nuove essenze, i colori che la chimica non riesce a riprodurre, le sfumature. Riportano a galla quello che è andato perso nel tempo, portano avanti l'arte della tintura naturale secondo l'antica tradizione degli anziani. «Da piccola mia nonna mi raccontava delle proprietà coloranti delle erbe. Ho imparato a tingere frequentando un corso nell'Università della terza età», dice Daniela Deplano, 41 anni, mentre la fiamma arde viva sotto il pentolone con il bollito di Truiscu. La storia del laboratorio-tintoria (per il momento ancora un hobby) va raccontata dall'ultima pagina, ammirando i prodotti finiti: maglioni, sciarpe, matasse di lana e l'elenco delle esposizioni dove verranno esposti. «In Ogliastra il 90 per cento delle essenze naturali ha proprietà tintorie con delle cromie uniche».

TUTTA NATURA
La filosofia di Daniela ed Elia è racchiusa nel concetto “tutto al naturale”. «La procedura per tingere i tessuti è semplice ma lunga: la lana va prima trattata con l'allume di rocca o il sale da cucina che permettono al colore di penetrare meglio nelle fibre. Non usiamo nessun altro additivo: solo acqua, aria e sole per rivedere nei tessuti le erbe che li hanno colorati».

di Daniela Usai (tratto da L'Unione Sarda)

grenoble-1

Devo ringraziare la presidente dell' associazione "Sardinia" a Grenoble Mina Puddu, nativa di Loceri, per avermi permesso di parlare del mio romanzo "E cantavamo alla luna" (Zènìa editore) il giorno 17 marzo nella sede dell'Associazione sarda in occasione della tre giorni “Canti, Musica e Cultura di un Popolo (Grenoble 16,17 e 18 marzo 2012).

L'evento è stato l'occasione per portare a conoscenza del pubblico francese il sito naturalistico e archeologico del Bosco Seleni di Lanusei, luogo che ha ispirato la mia storia.

In questa occasione è stata allestita una parte della mostra tematica da me curata, già esposta qualche mese fa a Torino.

Durante la presentazione del libro sono stata eccellentemente coadiuvata da Francesco Manca, giornalista e socio della Cooperativa La Nuova Luna che gestisce il Bosco Seleni. Egli mi ha accompagnato con passione, acume e sensibilità, come già mi aveva dimostrato nelle due passate serate lanuseine dell'anno scorso, nella spiegazione e interpretazione del mio racconto. Racconto che non vuole essere ricostruzione storica ma mero canto ad un mondo per noi vagheggiato alle soglie di un mito: una parte della storia ogliastrina che sarà difficile da ricostruire scientificamente. Uno scavo, dei resti, un grande sito archeologico nuragico che viene alla luce, una futura ricerca storico scientifica: per ora un grande sogno.

lotzorai

Carnevale Milleidee di Lotzorai

L'Associazione organizza la seconda edizione del "Carnevale Milleidee di Lotzorai". Come l'anno passato i ragazzi dell'associazione, nonostante le difficoltà, sono riusciti ad organizzare la manifestazione, a stimolare i concittadini nella creazione di altri carri allegorici e affrontare con un po' di brio il "Generale Inverno", che quest'anno pare essere abbastanza tenace e perseverante. Sabato 18 Gennaio, a partire dalle 14 e 30 ci sarà l'incontro dei carri allegorici presso la piazza comunale di Lotzorai. Dalle 15:00 partirà la sfilata per le vie del paese. Partendo da Piazza Repubblica, e diretto verso il rione di Donigala, partirà il corteo di gruppi di maschere e carri allegorici che percorrerà l'intera via Manzoni, via Giotto, Via Raffaello, via Dante e tornerà, dopo una serie di tappe, presso la Piazza Comunale, dove i ragazzi di Milleidee organizzeranno la festa in maschera con musica e balli per grandi e piccini.

Mentre per i più piccoli, domenica 26 a partire dalle 15 sempre presso la Piazza Comunale di Lotzorai, si terrà la seconda edizione della Pentolaccia in Piazza, con giochi e musica.

LOC CARNEVALE

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Il giorno 17 dicembre nella Biblioteca Civica di Via Leoncavallo a Torino è stata inaugurata la mostra:

“Il sito archeologico nuragico del bosco Seleni di Lanusei.
Luogo che ha ispirato il romanzo E cantavamo alla luna di Pia Deidda”
.

E' seguita, alla presenza dell'autrice, la presentazione del romanzo tenuta da Cristina Pelissero ad un numeroso pubblico presente che ha manifestato grande interesse. L'evento è stato organizzato dall'Associazione Culturale Rebum Arte di Torino e le Biblioteche Civiche Torinesi con la collaborazione della Cooperativa La Nuova Luna di Lanusei e il nostro sito Agugliastra che hanno fornito informazioni e foto. La mostra ha avuto il patrocinio della Città di Torino, della Provincia d'Ogliastra, della Città di Lanusei, dei Circoli Sardi Kinthales di Torino e Quattro Mori di Rivoli. E' seguito un rinfresco con prodotti sardi organizzato dai due circoli. Erano presenti alcuni componenti del gruppo folkloristico del circolo Kinthales vestiti in costume sardo.

Il romanzo di Pia Deidda, pur fondandosi su personaggi e avvenimenti inventati, vuole ricostruire almeno idealmente un pezzo della storia ogliastrina colorandola di un leggendario mitico passato. Il racconto diventa così occasione per far conoscere uno dei più bei siti archeologici nuragici che stanno venendo alla luce negli ultimi anni. Operazione di conoscenza che può passare al grande pubblico parallelamente alla costruzione romanzata e allo studio invece scientifico, così come si prefigge la mostra che ricollega, in maniera semplice ma esaustiva, il sito del Bosco Seleni nel contesto storico-archeologico della Sardegna.

Attività di conoscenza che si sta rivelando ricca di nuove testimonianze e d'interesse; infatti come si legge nella mostra:

"In questi ultimi decenni la ricerca archeologica e lo studio della Sardegna antica hanno fatto notevoli passi in avanti e stanno permettendo di definire con più sicurezza gli sviluppi della cultura pre-nuragica e nuragica. Gli ultimi recenti scavi e alcune sorprendenti scoperte (per esempio le sculture di Monti Prama, il nuraghe Arrubiu di Orroli, lo stesso Seleni di Lanusei e tanti altri siti) hanno anche risvegliato e suscitato un interesse oltre che negli studiosi del patrimonio culturale sardo anche nei non addetti ai lavori, nel grande pubblico.
In questa ottica gli interventi di appassionati cultori della civiltà sarda si stanno moltiplicando in modo esponenziale suscitando un dibattito molto vivace e accalorato che dovrà però essere supportato da una seria e rigorosa ricerca storico-scientifica. Ricerca che permetterà di uscire da un languore che ha finora relegato la storia sarda in una sorta di oblio, dimenticata nella sua importanza anche dalla divulgazione storica e dalla didattica scolastica. Non possiamo più trascurare la grandezza e la potenza di questa antica civiltà dell'occidente mediterraneo rispetto agli antichi popoli coevi del suo oriente che più hanno finora avuto risalto nella divulgazione storica e nell'insegnamento. La presenza di più di 7000 costruzioni megalitiche nuragiche, sparse in tutta l'isola, ne deve essere la conferma. Per capire l'importanza di un sito archeologico come questo del Seleni dobbiamo iniziare dalla conoscenza dello sviluppo architettonico e della cultura materiale in terra sarda a partire dall'eneolitico".

La mostra resterà aperta fino al 30 gennaio.


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Miles Davis in sottofondo, calma, quiete, un ambiente perfetto in cui Spatara si trova a suo pieno agio, circondato da quelle opere che sono le tappe del suo percorso artistico e di vita. Ci si ritrova davanti a un artista nel vero senso della parola, un sognatore.

La mostra "Donne e Lupi" esposta al museo Ferrai di Lanusei, cavalca l'onda del successo della precedente "Quiete del corpo" che in Liguria ha destato la curiosità di non pochi appassionati di pittura e ci avvolge totalmente col suo significato e con la sua profondità. Sincera, palpabile. Da ventisei anni residente a Tortolì, insegna al liceo artistico di Lanusei e s’immerge completamente nell'Ogliastra che tanto ama e che definisce utilizzando un solo sostantivo: armonia. 

"Armonia che ho trovato in questa terra grazie al confine", perché è dal confine che parte l'arte di Francesco Spatara. "L'artista è colui che va oltre, che osa" ci spiega "Un vero artista conosce le proprie capacità, i propri limiti. Ed è talvolta doveroso superare questi limiti, questi confini. Perché dopo il confine c'è il mistero, l'ignoto, il buio, quello che amo paragonare al lupo. Il buio è parte della nostra vita, è una ricerca quotidiana di noi stessi ed è quindi legata inevitabilmente anche alla nostra luce, cosa che ho cercato di riprodurre attraverso la mia pittura".

Un lupo che Spatara non teme, anzi, che va esplorato per estrapolare una parte nascosta di noi: "Mi butto nel buio, nelle fauci del lupo. Quindi ne esco vincitore dopo che ho varcato il confine e continuo a coltivare quelle sensazioni che un artista ha dentro". E se il lupo è il buio, la donna è la luce. Un binomio per certi versi imprescindibile. Come la maternità e la paternità, "Donne e Lupi" lega due mondi fra di loro diversi, ma che convergono verso un'unica via, colma di luci e ombre, che ci incuriosisce e ci invita ad apprezzare veramente le opere di un artista di valore, coraggioso ed umile, che non per nulla è stato definito dall'esperta d'arte Bianca Laura Petretto "un innovatore". 

La mostra "Donne e Lupi" durerà fino al 30 gennaio, vi invitiamo tutti a visitarla e ad immergervi nella sua bellezza, superando anche voi il confine.

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