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Giovedì, 05 Maggio 2011 09:54

Nuraghe Serbissi - Osini

DESCRIZIONE

Sull’altopiano di Teccu a 960 metri sul livello del mare, nel territorio del comune di Osini, sorge il nuraghe Serbissi con relativo villaggio nuragico. Serbissi è un nuraghe complesso composto da quattro torri, edificate in momenti diversi e risale al periodo del bronzo medio – bronzo recente (1500 a.C. 1100 a.C.). Il sito è molto ben conservato e recentemente è stato oggetto di una campagna di scavi e restauro. Le quattro torri sono collegate da un corridoio. La torre più antica, che è anche la principale, ha un’altezza di oltre sei metri ed è composta di due piani; al pian terreno è ottimamente conservata la copertura a “Tholos”, e c’è un vano scala che conduce al primo piano, privo di copertura perché crollata (Tholos: copertura degli ambienti interni e tecnica costruttiva delle torri, i blocchi di muratura venivano disposti in cerchi di diametro sempre più piccolo sino alla completa chiusura del soffitto. La struttura ha una sezione a ogiva e si regge per gravità). Il sito è singolare perché presenta, nell’area sottostante, una grotta carsica a sviluppo orizzontale dotata di un alto soffitto e due ingressi, forse utilizzata dai nuragici per la conservazione di alimenti. Attorno al nuraghe si possono vedere resti di capanne a pianta circolare.

 

COME ARRIVARE

Dal centro abitato di Osini si seguono le indicazioni per il campo sportivo e la scala di San Giorgio, percorsi alcuni chilometri su una strada asfaltata a forte pendenza, si arriva alla scala di San Giorgio (bellissima gola carsica) , si prosegue sulla strada asfaltata seguendo le indicazioni per il nuraghe finché si arriva a un bivio, dove si prende la destra su una strada sterrata, dopo alcuni chilometri si arriva ai piedi del nuraghe.

 

INGRESSO

A pagamento.

 

Pubblicato in ARCHEOLOGIA IN OGLIASTRA

DESCRIZIONE

Ai piedi del Gennargentu, su una zona collinare a mille metri d’altitudine, è ubicato un complesso archeologico forse unico in Sardegna, composto da tre templi a megaron e da un villaggio nuragico (il tempio a megaron è una struttura di culto a pianta rettangolare suddiviso in atrio, cella e vano retrostante; deve il suo nome agli edifici abitativi di alcune città dell’antica Grecia). I templi sono situati in una zona crocevia tra la costa e l’interno, dove popolazioni che effettuavano la transumanza e pellegrini invocavano le divinità e praticavano il culto delle acque.Il tempio più grande misura 17 metri di lunghezza ed è articolato in quattro ambienti. Il sito nasce intorno al XV secolo avanti Cristo ed è stato frequentato fino all’ottavo secolo avanti Cristo. Il complesso archeologico, in cui è ancora in corso una campagna di scavi iniziata nel 1986, ha restituito numerosissime testimonianza del suo passato. Oltre vari oggetti bronzei e ceramici è stato disseppellito un bacile in trachite (pietra che si trova nella zona costiera dell’Ogliastra) e nel tempio più in alto è stato rinvenuto uno splendido altare costruito in pietre di due colori, rosso e nero. Una struttura a forma di otto si ipotizza sia una fonderia, visto i numerosi ritrovamenti metallici. Nei dintorni si intravedono resti di un nuraghe a un altro villaggio in lontananza.

COME ARRIVARE

Il complesso archeologico è nel comune di Villagrande strisaili. Si percorre la strada statale 389var Lanusei-Nuoro, in direzione Nuoro. Percorsi 10km lo svincolo per il sito è sulla sinistra della strada prima di un cavalcavia. Ingresso segnalato.

INGRESSO

A pagamento.

 

Pubblicato in ARCHEOLOGIA IN OGLIASTRA
Lunedì, 02 Maggio 2011 18:38

Parco archeologico Selèni - Lanusei

 

DESCRIZIONE

Il parco archeologico, immerso in una foresta di lecci, castagni e roveri, è situato su un altopiano granitico a 1000 metri sul livello del mare distante 6 km dal centro abitato di Lanusei. E’ costituito dal nuraghe “Gennacili” circondato da un villaggio nuragico, due tombe dei giganti situate a 500 m di distanza dal nuraghe e da due fonti sacre. Il nuraghe, costruito su uno spuntone roccioso che a tratti sostituisce la muratura, non è in ottime condizioni di conservazione, rimane il basamento circondato da un agglomerato di duecento capanne e resti di mura difensive. Le due tombe sono realizzate in granito locale. La prima, risalente al XV secolo a.c., è del tipo a stele centinata (lastre ortostatiche infisse a coltello dove la stele è una lastra monolitica che caratterizza il prospetto) presenta un’esedra semicircolare, delle due è la più piccola misura 8 metri di lunghezza. La seconda tomba risalente al XIV secolo a.c. è del tipo a filari (costruita con blocchi di granito lavorati) e misura 11 m di lunghezza per 5 m di larghezza per 1,2 m di altezza. I materiali rinvenuti durante gli scavi sono databili all’età del bronzo medio e bronzo finale (dal 1600 a.c al 900 a.c.). Nell’esedra, la zona semicircolare antistante all’ingresso delle tombe, si praticava il rito dell’incubazione (scritti latini narrano che i sardi nuragici dormivano per alcuni giorni consecutivi presso le tombe dei propri cari per poterli incontrare durante il sonno; probabilmente sotto l’effetto di qualche pianta del bosco). Nel museo archeologico nazionale di Cagliari sono esposti alcuni bronzetti provenienti dal parco di Seleni.

COME ARRIVARE

da Lanusei si segue la strada statale 198 (uscita per Nuoro, bivio Carmine e Gairo), si prosegue per 6 km in direzione Gairo, lo svincolo per il bosco Seleni e il parco archeologico si trova sulla sinistra al chilometro 85.

INGRESSO

a pagamento.

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