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La tradizione popolare trova nell’accensione del fuoco una delle sue espressioni più significative, che rimanda ad epoche storiche alquanto remote. Alcune ritualità, piuttosto diffuse in Sardegna, evidenziano ancor oggi la centralità dell’elemento fuoco che permane in alcune rappresentazioni di origine talvolta pagana ma che con l’avvento del cristianesimo sono entrate a far parte di alcuni suoi riti religiosi perdendo così il loro significato originario. La stessa simbologia, che si lega a tale elemento, evidenzia il significato intrinseco del fuoco, volto ad esprimere aspetti che in qualche modo prescindono da ogni legame con la ritualità propria del mondo cristiano, e la stessa fraseologia, ancor oggi in auge, fa riferimento al fuoco discostandosi da un linguaggio che ha una valenza connaturata alla sola religiosità. Sono frequenti, infatti, espressioni come “acchiccai fogu”, “contus de fogili”, “giogai cun su fogu”, “bettai linna a fogu” ecc..., ai quali si contrappone il riferimento della dedicazione ai tre santi de “is fogoronis”, dove la pratica dell’accensione del fuoco assume il significato religioso di un momento devozionale. Al fuoco, tuttavia, vanno attribuite alcune proprietà che possono considerarsi il retaggio di alcune credenze paganeggianti, ancora vive tra le popolazioni rurali.

Pubblicato in CULTURA