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Mercoledì, 04 Aprile 2012 16:17

Primato mondiale di longevità maschile

LA "COMUNITÀ DELLA LONGEVITÀ"

Lo specialista a livello internazionale della longevità, Michael Puolain, dell'Università belga Leuven che dal 2001 studia la popolazione di Villagrande Strisaili, ha contribuito a sviluppare il concetto di "Blue Zone" cioè precise aree geografiche dove la longevità è più marcata. 

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Mercoledì, 04 Aprile 2012 16:15

Ogliastra - DNA nuragico

DNAnuragico

 

Studiando le variazioni sul Dna mitocondriale di uomini e donne vissuti in Sardegna 2.500 anni fa e messe a confronto con il patrimonio genetico di 254 sardi attuali, un gruppo di ricerca internazionale ha osservato che alcuni tratti genetici dei nuragici riemergono nella popolazione dell'Ogliastra ma non della Gallura.

La scoperta, pubblicata a settembre 2010 su "Molecular Biology and Evolution", è firmata da Silvia Ghirotto, Andrea Benazzo e Guido Barbujani (dipartimento di Biologia ed evoluzione dell'Università di Ferrara), da Stefano Mona (dipartimento di Genetica delle popolazioni computazionale e molecolare, Università di Berna), da Francesco Paparazzo (sezione di Biologia evoluzionistica dell'università Ludwig-Maximilians di Planegg-Martinsried, Germania), David Caramelli (dipartimento di Biologia evoluzionistica, Università di Firenze).

I campioni di DNA più antichi provengono da 106 denti appartenenti a 53 esponenti del popolo dei nuraghi.
Sono stati prelevati in una tomba dei giganti di Santa Teresa di Gallura e in cinque grotte di Perdasdefogu, Seulo(Stampu Erdi), Fluminimaggiore (Capo Pecora), Carbonia (Su Cungiareddu 'e Serafini) e Alghero (Lu Maccioni).

Grazie a queste simulazioni si è compreso che vi è una continuità genetica fra l'antico popolo dei Nuraghi e i moderni abitanti dell'Ogliastra ma non vi è continuità con gli abitanti della Gallura, a meno di 120 chilometri di distanza. La ragione principale risiede nell'isolamento sia geografico sia riproduttivo degli abitanti dell'Ogliastra. Mentre negli abitanti attuali della Gallura è stato riscontrato un profilo genetico più simile a quello degli italiani e degli europei.

In particolare il 56% delle varietà di Dna conosciute del popolo che abitava la Sardegna tra il 1500 e il 700 a.C. è presente nelle cellule degli ogliastrini moderni. Mentre in Gallura, dove i contatti con altre popolazioni sono sempre stati più frequenti, la percentuale di Dna nuragico presente nella popolazione scende al 18 per cento, quello medio di una qualunque popolazione europea.

 

Approfondimenti:

Il Popolo dei Nuraghi oggi vive in Ogliastra

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Mercoledì, 04 Aprile 2012 16:14

Parco Genetico dell'Ogliastra (Genos)

 

Dal 2003 altri studi di rilievo vengono condotti nell’ambito del progetto internazionale “Progetto Genoma Umano” dal Parco Genetico dell'Ogliastra (Genos) in collaborazione con l'Istituto di Genetica Molecolare del CNR coordinato da Mario Pirastru, che svolge un programma di ricerca scientifica negli abitanti dei Comuni di Talana, Urzulei e Perdasdefogu con il proposito di identificare le cause genetiche delle malattie ereditarie complesse.

Tale progetto è scaturito dall'Intesa tra l'allora Presidente della Regione, Renato Soru, e l'Istituto di Genetica delle Popolazioni del CNR con la collaborazione del Banco di Sardegna, del Consorzio 21 di Cagliari, della "Casa di Cura Tommasini S.r.l." di Jerzu, il Medical Research Council, Human Genetics Unit di Edimburgo in Scozia, il ''Consorzio di Sperimentazione, Divulgazione e Applicazione di Biotecniche Innovative ( ConSDABI)'', con sede legale in Circello (BN) ed infine i Comuni di Talana e di Perdasdefogu (OG).

La prima fase, avviata nel 2003 nel Comune di Talana, prevedeva una ricerca multidisciplinare per l'identificazione di geni predisponenti alle malattie multifattoriali e ai tratti complessi attraverso lo studio di isolati genetici della Sardegna ed in particolare della zona dell'Ogliastra. Lo studio si è esteso a Urzulei e Perdasdefogu, identificati anch'essi come ideali in quanto la loro popolazione possiede quelle caratteristiche di antichità, di lenta crescita demografica, di isolamento e di endogamia che la rendono particolarmente adatta all'approccio di studio proposto.

Gli studi popolazionistici hanno rivelato come questi isolati genetici siano diversi tra di loro per deriva genetica e come siano tutti molto più antichi di quanto non rivelino le fonti storiche. Le ricerche epidemiologiche stanno ampliando la casistica relativa alle patologie già prese in considerazione e stanno suggerendo altri filoni di ricerca.

Per alcune patologie identificate come prevalenti in questi paesi è stato possibile identificare cinque loci in associazione con l'ipertensione essenziale ed un gene per la calcolosi renale. E' tuttora in corso la brevettazione di tale gene. I risultati delle ricerche condotte su questa popolazione modello hanno forte potenzialità nel campo della diagnostica molecolare, dello sviluppo di farmaci e della farmacogenomica.

 

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Mercoledì, 04 Aprile 2012 16:12

ProgeNIA

Dal novembre 2001 (oggi ancora attivo), il Progetto "ProgeNIA", nato dalla collaborazione tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche, il National Institute of Aging degli Stati Uniti (che lo finanzia interamente per circa 28 MLN $ per 10 anni) ed il National Institute of Health (NIA-NIH), vede la partecipazione attiva di 6.148 individui volontari di età compresa tra i 14 ed i 102 anni, provenienti dai Comuni di Lanusei, Ilbono, Arzana ed Elini. Oltre la residenza i volontari dovevano vantare una chiara origine Sarda, in particolare essere nato in Sardegna ed avere i 4 nonni nati in uno dei 4 Comuni di studio.

La nascita di questo progetto la si deve allo scienziato lanuseino Giuseppe Pilia, morto a soli 43 anni, nell’aprile 2005. Già ricercatore dell'Istituto di neurogenetica e neurofarmacologia, Inn, del Cnr di Cagliari
A Giuseppe si deve senz'altro l'idea, l'indubbia professionalità, la capacità di creare attorno a se un team di altissimo livello, ma soprattutto una campanelistica Ogliastrinità che è emersa imponendo, ad un progetto finanziato dagli USA, di respiro mondiale, che coinvolge una rete di scienziati di quasi tutti i continenti, che i ricercatori fossero Sardi in gran parte Ogliastrini e che la sede del progetto fosse in Ogliastra, a Lanusei.
I Sardi non dovevano limitarsi ad essere una sorta di bancomat del DNA, ma dovevano avere ruolo principale anche nella ricerca e soprattutto nei risultati che da essa ne sarebbero scaturiti. 

Attualmente il progetto è guidato dal prof. Francesco Cucca, come referente italiano, dalla Dott.ssa Manuela Uda in qualità di direttrice e da David Schlessinger, direttore del compartimento di genetica dell'Istituto sulla vecchiaia di Baltimora.

POPOLAZIONE CAMPIONE
La popolazione campione originale si possono individuare 34.469 coppie di parenti che includono:

  • 4.256 coppie tigenerazionali (genitore-figlio)
  • 675 coppie trigenerazionali (nonno-nipote)
  • 4.933 coppie di fratelli-sorelle
  • 4.014 coppie di cugini di primo grado
  • 6.459 coppie avuncolari (zio-nipote)
  • 180 coppie di fratellastri-sorellastre

Complessivamente, 5.610 individui sono organizzati in 711 unità familiari connesse, ciascuna delle quali comprende fino a 5 generazioni.

PATRIMONIO GENETICO UNICO

La carta vincente della scelta di questo campione deriva dal fatto che gli individui condividono buona parte della loro informazione genetica, agevolando così l'individuazione degli effetti genetici attraverso le generazioni. Infatti il nostro è un popolo originato da un piccolo gruppo di individui, chiamati fondatori, sviluppato in un ambiente circoscritto per millenni, con scarsa immigrazione da parte delle altre popolazioni. L'alto grado di parentela tra queste popolazioni fa si che uno o pochissimi geni siano predominanti nello studio di patologie complesse. Le moderne analisi sono in grado di identificare questi geni. La popolazione sarda è una delle poche che sia contemporaneamente numerosa, facilmente accessibile e con un alto grado di omogeneità.

MODALITA' DI RICERCA

L'attività di ricerca si articola in due grandi sezioni: l'analisi fenotipica e l'analisi genetica.

L'analisi fenotipica ha lo scopo di raccogliere, attraverso visite mediche effettuate presso il centro di Lanusei, misurazioni di tratti quantitativi evidenti, quali l'altezza, il peso, i parametri ematologici, la pressione arteriosa, la elasticità delle arterie e molti altri (anche un profilo della personalità dell' individuo). Successivamente queste misure sono messe in correlazione con i tratti genetici di ciascun individuo ottenuti tramite l' analisi del DNA, allo scopo di identificare i geni responsabili del complesso processo dell' invecchiamento.

ALCUNE SCOPERTE

I primi risultati dello studio ProgeNIA sono stati pubblicati nel 2006 sulla rivista internazionale PLoS Genetics e successivamente in quella Nature Genetics e nella altre maggiori riviste scientifiche del mondo.

Si è dimostrata l'esistenza di regioni geneticamente importanti nel determinare l'insorgenza di malattie quali l'ipertensione arteriosa, l'infarto, gli stati depressivi. Sono stati identificati alcuni geni che regolano i livelli di acido urico, colesterolo, trigliceridi, emoglobina fetale. I geni possono spiegare in parte la variabilità di molte misure antropometriche (altezza e obesità in particolare) e molti tratti della personalità.

OBIETTIVI FUTURI

Il progetto è stato rifinanziato fino almeno al 2016 e i target principali sono la scoperta dei geni dell'invecchiamento, di quelli che causano l'ictus e arteriosclerosi.

 

Si consigliano queste letture:

Pubblicato in GENETICA IN OGLIASTRA
Venerdì, 24 Febbraio 2012 19:07

Immagini d'Ogliastra

Immagini-Ogliastra

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Pubblicato in FOTO

La tradizione popolare trova nell’accensione del fuoco una delle sue espressioni più significative, che rimanda ad epoche storiche alquanto remote. Alcune ritualità, piuttosto diffuse in Sardegna, evidenziano ancor oggi la centralità dell’elemento fuoco che permane in alcune rappresentazioni di origine talvolta pagana ma che con l’avvento del cristianesimo sono entrate a far parte di alcuni suoi riti religiosi perdendo così il loro significato originario. La stessa simbologia, che si lega a tale elemento, evidenzia il significato intrinseco del fuoco, volto ad esprimere aspetti che in qualche modo prescindono da ogni legame con la ritualità propria del mondo cristiano, e la stessa fraseologia, ancor oggi in auge, fa riferimento al fuoco discostandosi da un linguaggio che ha una valenza connaturata alla sola religiosità. Sono frequenti, infatti, espressioni come “acchiccai fogu”, “contus de fogili”, “giogai cun su fogu”, “bettai linna a fogu” ecc..., ai quali si contrappone il riferimento della dedicazione ai tre santi de “is fogoronis”, dove la pratica dell’accensione del fuoco assume il significato religioso di un momento devozionale. Al fuoco, tuttavia, vanno attribuite alcune proprietà che possono considerarsi il retaggio di alcune credenze paganeggianti, ancora vive tra le popolazioni rurali.

Pubblicato in CULTURA
Martedì, 29 Novembre 2011 19:34

Soprannomi dei paesi ogliastrini

Soprannomi-paesi-ogliastrini

Per celebrare simpaticamente l'appartenenza a uno o l'altro paese in Ogliastra (ma anche nel resto della Sardegna) si sono attribuiti vari soprannomi per ironizzare ipotetiche consuetudini o modi di essere, a volte piuttosto crudi, dei vari abitanti delle 23 comunità ogliastrine.

Quelli che sono ancora vivi nella tradizione orale sono:

Paesi

Soprannome 

Traduzione

Motivazione

Arzanesu Scoa quaddus Tagliatore di code di cavalli Venivano tagliate le code ai cavalli per impiegare i peli per la creazione di trappole per uccelli
Bariesu Mass'e meloni Pancia a forma di anguria
Baunesu Tedescu de fundu 'e monti Tedesco di valle
Elinesu Brodu Brodo
Gairesu Facc'e luna Faccia di luna Poichè credevano che il rispecchiarsi della luna nell'acqua fosse una forma di formaggio. 
Irvonesu Spogia santusu o Spara santus Spoglia santi o Spara santi Quest'ultima definizione deriverebbe da un'episodio in cui un ilbonese sparò alla statua di un santo
Jerzesu Binu axedu Vino diventato aceto
Lanuseinu Caga muredda o Corru 'e berbei Defeca muretto o Corno di pecora
Loceresu Figu lada Fichi appiatiti
Seui Passa e fui Passa e scappa Alcuni ne fanno derivare l'origine dalla scarsa ospitalità dei seuesi. Gli abitanti di Seui aggiungono alla frase "e torra a incui" cioè Passa, scappa e torna lì
Tortoliesu Cauli 'e frori Cavolfiore Deriverebbe dalla grande quantità di cavolfiore prodotto e consumato a Tortolì
Ulassesu Fura craba Ruba capre
Biddamannesu Origudu Con le orecchie grandi La testardagine dei villagrandesi viene paragonata a quella proverbiale dell'animale delle orecchie lunghe cioè l'asino

 

Pubblicato in CULTURA
Domenica, 22 Gennaio 2012 00:23

Mufloni in Ogliastra - Sardegna

Pubblicato in VIDEO
Domenica, 08 Marzo 2015 16:44

La guerra di Monte Novu

Monte Novu è la porzione più a nord del territorio comunale di Villagrande Strisaili attualmente concesso in enfiteusi perpetua al Comune di Fonni. Le vicende che hanno portato a questa situazione si intrecciano tra cronaca e leggenda.

Pubblicato in STORIE
Domenica, 14 Agosto 2011 15:16

La bardana di Ussassai

Bardanas

 

Nel luglio 1894, il quotidiano "L'Unione Sarda" dedicò un articolo in prima pagina scritto dall'anonimo corrispondente di Seui, alla bardana di Ussàssai.

"... nella notte tra il 23 e il 24 corrente ... nel vicino paesello di Ussassai da una banda armata composta di oltre trenta persone è stata consumata una grassazione a danno del denaroso Lai Caredda Salvatore, detto Prete Lai, al quale è stata tolta una piccola parte del denaro che aveva, £. 4.500 in biglietti, oltre £ 14.000 in cambiali e altri titoli di credito ed il registro dei creditori diversi. Il Lai, vecchio di ottanta anni, assieme alla moglie ha opposto resistenza ed entrambi sono stati gravemente feriti, specialmente il Lai, da una palla al petto e si dispera di salvarlo. sono stati anche martirizzati con delle punture di lesina per costringerli a confessare dove tenevano il danaro..."

L'autorità giudiziaria e i carabinieri guidati dal tenente di Isili, si recarono prontamente sul posto per le constatazioni di legge e le indagini dopo qualche giorno portarono all'arresto di un arzanese. Ma non ci sono informazioni riguardo alla sorte del Lai Caredda e neanche riguardo al recupero del bottino o all'individuazione degli altri membri della banda.

 

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