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Mercoledì, 18 Luglio 2012 11:11

Su sambini ‘e porcu (sanguinaccio)

Il sanguinaccio è una pietanza legata alle antiche tradizioni agro-pastorali ed in particolare all’allevamento domestico del maiale, usanza molto diffusa fino a 20-30 anni fa. Impossibile da trovare nei ristoranti, più probabile in qualche agriturismo, è comunque sempre un piatto raro da degustare. “Su sambini ‘e porcu” può andare ad arricchire sia l’antipasto che il dessert di un pranzo ogliastrino.

Pubblicato in I SALUMI OGLIASTRINI
Martedì, 17 Marzo 2015 14:13

Sa Trattalia

Cos'è Sa Trattalia

"Sa trattalìa" è un particolare piatto della tradizione pastorale sarda e in particolare ogliastrina che ha come ingredienti principali le interiora dell’agnello o del capretto.

La preparazione di questo piatto è tipica in tutta la Sardegna ma la variante che viene prodotta in Ogliastra ha le caratteristiche riportate nella seguente ricetta.

Martedì, 17 Marzo 2015 13:59

Sa Corda - La Treccia

"Sa corda" (in italiano "treccia") è una pietanza sarda dal sapore intenso e gradevole di origine strettamente pastorale, molto conosciuta in Ogliastra.

Giovedì, 19 Aprile 2012 21:22

S'Ortau

Una delle ricette più gustose legate alla tradizione dell'allevamento domestico del maiale è S'Ortau. Tale ricetta si può dire che provenga dalla frase proverbiale "del maiale non si butta via niente" poichè vengono impiegati le rimanenze della lavorazione delle carni del maiale.

Martedì, 16 Ottobre 2012 22:57

Sa Scala 'e Sa Contissa

Si narra che nel Castello di Quirra sia vissuto un Conte perfido e brutto, forse la sua cattiveria derivava proprio dal suo aspetto riluttante. Ma un giorno egli si innamorò di una giovane ragazza di Perdas dè fogu, e nonostante fosse evidente  che lei non era minimamente interessata alle sue avance, ma lui sprezzante di un possibile rifiuto, le chiese la mano. 

Lei invece di desistere gli disse: "Se riuscirai a venirmi a prendere sotto casa in carrozza io diventerò la tua sposa."
Lei sapeva che era impossibile poichè non esisteva una strada e l'unica via praticabile era impervia e al termine del cammino, grossi massi calcarei ostruivano il cammino. Ma lui non rinunciò; mandò uomini a radunare abitanti dai paesi vicini. Risposero da tutta l'Ogliastra; Gli abitanti di Tertenia, Bari Sardo, Arzana, Lanusei, Villagrande, Osini e Loceri, armati di pochi utensili, riuscirono a spianare il cammino alla carrozza del marchese fino a lei, la tanto cercata sposa. 
Lei a questo punto vedendo realizzata l'imprese pensata impossibile non si potè tirare indietro alla promessa fatta. Ma una volta arrivata al castello essa in preda alla disperazione si tolse là vita buttandosi nel dirupo sottostante.
Ma il marchese non sì scordò di tutta quella gente che l'ho aiutò nell'ardua impresa e per ricompensa donò terreni del Salto di Quirra fino a Sarrala, ai paesi di Bari Sardo, Arzana, Lanusei, Villagrande, Osini e Loceri, mentra a Tertenia, che già deteneva terre in quella zona, gli venne elargito dei territori a monte.
Ancora oggi codesti paesi hanno delle isole amministrative proprio a nel Salto di Quirra, e ancor oggi esiste quella strada rude, spianata nella roccia, chiamata Sa Scala 'e sa Contissa. Addirittura vi è una roccia dove è chiaramente visibile lo zoccolo del cavallo della carrozza della neo-contessa che si è calcarizzato e ha lasciato questo magnifico segno sulla roccia.

Grazie a:
Michele Depau
Sa Contissa de Piss'e Taccu

 

Questa è un'altra variante "meno ogliastrina":

Un conte di Mandas, perdutamente innamorato della figlia del Marchese di Quirra, la chiese in sposa pur sapendo di non essere corrisposto. La giovane donna allora, forse per scoraggiare il conte gli promise che lo avrebbe sposato se costui fosse andato a prelevarla attraverso questo tragitto su una carrozza trainata da 4 cavalli bianchi; La figlia del conte, che conosceva il tragitto, noto oggi come “Sa Scala de Sa Contissa”, che collegava il castello all’altopiano del Monte Cardiga, sapeva anche che era praticamente impossibile che il conte ci potesse riuscire, vista la larghezza irrisoria e l’elevata pendenza della “scala”. Il conte malgrado tutto riuscì nel suo intento e la giovane donna dovette acconsentire a partire con lui, ma quando il cocchio arrivò nuovamente alla “scala”, il cuore della giovane donna non resistette alla sofferenza portata dalla partenza e morì tra le braccia del suo spasimante.

Grazie a:
Comune di Villaputzu

 

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Martedì, 15 Maggio 2012 18:39

Miti e Leggende di Gorroppu

I vecchi di Urzulei, Orgosolo e Dorgali parlano di Sa mama de Gorropu (La madre di Gorropu), una spaventosa creatura che dimora all’interno del canyon.

Sos drullios (è forte l’assonanza con i trools della mitologia nord europea) vengono descritti come creature malvagie che durante le notti tempestose escono dalle grotte nascoste nel canyon e trascinano via uomini, animali e costruzioni del Supramonte.

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Domenica, 01 Aprile 2012 17:57

Perda 'e Liana, porta dell'inferno

Considerando che il monte ha avuto una grande importanza nell'antichità non è strano che su di esso siano nate storie popolari e leggende. Una di queste, diffusa soprattutto nel Nuorese, narra che il Tacco calcareo, nei pressi dell’attuale confine tra i territori comunali di Gairo e Seui, sarebbe una delle porte dell'inferno, da dove, nelle notti di luna piena, uscivano diavoli e streghe per mettere nei pasticci i comuni mortali. Inoltre, in tali occasioni, chi desiderava diventare ricco doveva recarsi sul posto ad offrire al demonio la propria anima: in cambio ne avrebbe ricevuto qualunque ricchezza. 

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Domenica, 01 Aprile 2012 17:09

La creazione de Su Gorroppu

La tradizione orale ad oggi ci narra prevalentemente dei buoni rapporti di "vicinato" tra gli abitanti dei paesi confinanti Urzulei e Orgosolo.

Mentre una leggenda in particolare tenta di rappresentarci una realtà diversa, conflittuale che addirittura abbisognasse dell'aiuto divino per essere sedata tramite la divisione dei confini naturali tra l'Ogliastra e la Barbagia. 

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Domenica, 01 Aprile 2012 16:55

I poteri del cavallo

A Seui si narra che sul vecchio sentiero che passa ai piedi del Tònneri (oggi strada provinciale), luogo di rara bellezza e ricco di misteri, c'è un punto che i cavalli evitano ancora oggi: lì sarebbe stato ucciso un pastore, sul finire degli anni '20.

Quel punto i cavalli lo temono, dicono i discendenti degli allevatori di quei tempi.

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Tra i soprannomi dei paesi ogliastrini uno dei più curiosi è quello riservato agli abitanti di Gairo. Infatti "s'imparanixiu" (soprannome) dei gairesi è "Facc'è luna" (faccia di luna). Questo appellativo, apparentemente incomprensibile, deriva da una curiosa storia che ancora oggi gli anziani del paese raccontano. 

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