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Martedì, 17 Maggio 2011 23:27

Su Scultone del Golgo e San Pietro

Golgo

A Baunei si narra che in antichità la piana del Golgo (altopiano che sovrasta l'abitato) fosse abitata da un mostro simile ad un drago chiamato "Scultoni" o "Scurzoni"

Questa creatura immonda era capace di uccidere chiunque incrociasse il suo sguardo. La popolazione era terrorizzava e l'unico sistema che calmava la sua ira era il sacrificio di giovani vergini. 

Un giorno durante la sua opera di evangelizzazione passò a Baunei San Pietro, il quale impietosito dalle richieste di aiuto decise di salire nell'altopiano per estirpare questa piaga. Dopo poco sentendo l'arrivo di qualche intruso, l'animale uscì allo scoperto e fissò San Pietro in modo da ucciderlo con il suo sguardo letale, ma il Santo utilizzando un'astuzia, impiegò uno specchio per  volgergli contro il suo potere. Lo Scultone rimase stordito e il Santo lo potè afferrare per la coda per sbatterlo ripetutamente a terra, fino a far cedere il suolo creando una profonda fenditura che ancora oggi è possibile apprezzare nell'altopiano del Golgo denominato "Su Sterru".

Gli abitanti per ringraziare San Pietro, edificarono e gli intitolarono una splendida chiesa campestre nell'altopiano e da allora ogni anno, l'ultima domenica di Giugno, si danno appuntamento per ringraziare il Santo.

Questa leggenda ha avuto risalto nazionale grazie al celebre fumetto Martin Mystère, poichè nel n. 34 della serie, intitolato "Il mistero del nuraghe", il "detective dell'impossibile" si reca proprio in quei luoghi, discendendo nella voragine e affrontando a sua volta lo Scultone!

Su-scultone

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Sabato, 30 Aprile 2011 23:58

La Vergine delle Grazie

Madonna-delle-Grazie-Ilbono

Raccontano ad Ilbono una leggenda che attribuisce ad un prodigio la presenza del simulacro della Vergine delle Grazie.

Un gruppo di pescatori di vari paesi nelle spiagge degli Scogli Rossi di Cea, vide un giorno una cassa abbandonata dalle onde marine. Aperta con ansia, la cassa mostrò una statua bellissima della Vergine. Ne nacque poi la gara tra i pescatori che ciascuno voleva condurre nel proprio paese. Si decise di affidarsi alla sorte, acconsentendo tutti che la statua sarebbe andata a quel paese, dove i buoi tirando il carro carico della cassa si sarebbe diretto di proprio istinto. Partendo dalla spiaggia i buoi avrebbero infilato la strada verso Nulasso, verso Baunuxi e quindi verso Ilbono dove si fermarono. Di qui la devozione di Ilbono verso la Madonna delle Grazie che festeggia la prima domenica di Luglio tutti gli anni. E' la sagra ilbonese più solenne e caratteristica. La statua della Vergine viene trasportata in processione sopra un carro addobbato a festa a ricordo del carro che la portò in paese per la prima volta. Molti seguono la processione portando corone di fiori e torte. Non manca tra i divertimenti l'albero della Cuccagna la cui preparazione avviene con rito caratteristico. Il comitato si reca durante la notte che precede la festa in campagna attorno al pioppo destinato allo scopo, lo taglia, lo spoglia dei rami, lo liscia e lo ingrassa per renderlo scivoloso. Il tutto avviene tra suoni, e canti e balli, arrosti e mangiate e bevute abbondanti di vino ilbonese che Vittorio Angius nel secolo scorso considerava il migliore d'Ogliastra, al pari di quello di Lanusei.

 

Flavio Cocco, Dati relativi alla storia dei paesi della diocesi d'Ogliastra

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Sabato, 30 Aprile 2011 23:25

Il ladruncolo di Cala Mariolu

Su-Mariolu-Foca-Monaca

 

Una storia racconta l´origine del nome della splendida spiaggia del Golfo di Orosei chiamata Cala Mariolu.
Il tutto è dovuto alla presenza di una furbissima foca che, di nascosto ai pescatori ponzesi, riusciva a divorare in pochi secondi tutto il pescato di una giornata. I pescatori infatti, quando prendevano il pesce, per mantenerlo fresco lo lasciavano all´interno di alcune grotte naturali che si possono intravedere lungo la costa e spesso al rientro delle barche il pesce era dimezzato. I pescatori, convinti di avere a che fare con un ladro, decisero di fare la guardia e di aspettare che il malfattore entri in azione e così una sera acciuffarono il loro ladruncolo (in dialetto ponzese "mariolu"): una foca monaca. La spiaggia originariamente (e attualmente dai baunesi) veniva chiamata "Is pulige de nie", un nome indubbiamente più poetico ("pulce di neve") che richiama il colore bianchissimo della sua spiaggia, ma attualmente la denominazione più utilizzata è quella del "ladruncolo".

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Sabato, 30 Aprile 2011 23:22

La Principessa di Navarra

PrincipessadiNavarra

 

La toponomastica dell´abitato di Santa Maria Navarrese trova radici in una antica leggenda che narra la storia della bella principessa di Navarra, costretta a fuggire per poter vivere in pace un amore impossibile con un proprio servo. Il sentimento tra i due era stato contrastato ferocemente dal padre di lei che arrivò a rinchiuderla nella torre di un castello per punirla. Ma la forza dell'amore ebbe il sopravvento e una notte la principessa, aiutata da alcuni fedeli amici, fu fatta uscire dalla torre mentre le guardie dormivano. Raggiunse rapidamente la spiaggia ove l'attendeva l'amante con un barcone carico di provviste e insieme si misero in mare, sperando di toccare presto una terra ove il padre non potesse raggiungerli. Dopo diversi giorni di navigazione, ormai giunti a lambire le coste della Sardegna, furono sorpresi da una furibonda tempesta nel tratto di mare ancora oggi temutissimo, nei pressi dei "Monti Insani" oggi denominato Monte Santo, e il barcone, che non era troppo solido, rischiava il naufragio.

La fanciulla si mise a pregare. Invocò la Madonna e fece voto che, se si fosse salvata insieme al suo amante, avrebbe edificato una chiesa sul luogo ove fosse sbarcata. Improvvisamente la tempesta si calmò e la nave potè attraccare nella zona di Santa Maria Navarrese, dove effettivamente oggi sorge un´antica chiesa.

Di certo si sa che questa chiesa (datata 1502) esiste da molto prima che nascesse l´abitato di S.M.N. : ancora negli anni 60, infatti, qui ci vivevano appena 4 famiglie per un totale di circa 50 persone e solo da pochi decenni, grazie alla spinta turistica, che la zona è diventata un paesetto di circa 1500 abitanti.

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Sabato, 30 Aprile 2011 23:05

Scala di San Giorgio

Scala-San-Giorgio 01

 

Il nome della Scala di San Giorgio sembra sia fatto derivare da un antico documento del 1117.
Nello scritto c'è un avvenimento della vita del Santo redatto un certo Paolo, che tradotto dal latino dice: "Una volta San Giorgio mentre viaggiava arrivò ad un monte presso il quale c´era una strada, la quale poteva essere più breve e diritta passando attraverso quel monte.

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Sabato, 30 Aprile 2011 18:43

Sa Babbaieca

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“Babbai” significa “babbo”, nonno, vecchio ed “Eca” significa "entrata" o "uscita" da o verso un sentiero campestre. Babbaieca significa quindi uscita del nonno, del vecchio.

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Sabato, 30 Aprile 2011 21:38

Il Modditzosu

modizzosu-3

È un pane di grande morbidezza di forma circolare o ovale, di spessore variabile ed irregolare. Viene preparato con la semola di grano duro, ricotta fresca o patate bollite che danno al pane un sapore dolciastro. Solitamente il modditzòsu come anche su pani e trigu viene preparato quando si accende il forno per preparare il pistoccu, come si può ben capire l'attività di panificazione impegna a seconda del nucleo familiare, l'intera giornata di 4-5 donne.

Si trattava di un pane che comunemente era consumato in casa, perché non era apprezzato al punto tale da offrirlo in dono o metterlo in commercio. Inoltre, essendo facilmente deteriorabile, doveva essere consumato entro pochi giorni.

Il modditzòsu oggi si trova sulla tavola di tutte quelle famiglie che dell'arte del pane hanno fatto una tradizione e chi lo mangia solo in rare occasioni, lo vorrebbe trovare tutti i giorni sulla propria tavola.

L'impasto è preparato con pochissima acqua, lievito naturale, semola e un po' di sale, si aggiungono le patate o la ricotta e il tutto si lascia lievitare per un paio d'ore. Dopo la lievitazione, l'impasto è trasformato in pagnotte di forma rotondeggiante o ovale che terminata la cottura, assumono colore scuro e peso considerevole.

 

Ingredienti:

Variante semplice:

  • 5 Kg di farina tipo "00"
  • 50 g di lievito (se la lavorazione avviene in un ambiente caldo la dose di lievito è molto inferiore)
  • sale
  • acqua
Variante con patate:
  • 5 Kg di semola di grano duro
  • 1,5 Kg di patate
  • 50 g di lievito
  • sale
  • acqua

 

Preparazione:

  1. Amalgamare in un recipiente la semola con le patate;
  2. Fare sciogliere il lievito in 40 ml di acqua tiepida e aggiungerlo all'impasto;
  3. Aggiungere circa 1,5 litri d'acqua tiepida, salata a piacere;
  4. Impastare per circa 20-30 minuti fino a quando la pasta diventa morbida;
  5. Qualora l'impasto lo richieda (la pasta è secca) aggiungere mano a mano altra acqua mentre si continua ad impastare;
  6. Lasciare riposare l'impasto per 30-45 minuti;
  7. Prendere delle pagnottelle dall'impasto e dopo averlo passato nella farina poggiarlo in un tavolo;
  8. Avvolgere i lati delle pagnottelle con una tovaglia avendo cura di lasciare scoperta la parte superiore;
  9. Infornare le pagnottelle nel forno a legna a temperatura non troppo elevata e farle cucinare per 45 minuti circa.

 

Per verificare la cottura un sistema tradizionale è pesare con le mani le pagnottelle, se sono leggere sono cotte, mentre se risultano pesanti come il peso di ingresso in forno hanno neccessità di ulteriore cottura. 

 
 
  

 

  

Pubblicato in IL PANE IN OGLIASTRA
Lunedì, 25 Luglio 2011 23:13

VILLAGRANDE STRISAILI

COMUNE DI VILLAGRANDE STRISAILI

Villagrande Strisaili Stemma

Altitudine 750 m s.l.m.
Superficie 210,8 Km2
Abitanti 3.311 (01-01-2015)
Densità 15,71 ab./Km2
Frazione Villanova Strisaili
CAP 08049
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105023
Cod. Catasto L953
Nome abitanti Villagrandesi
Patrono San Gabriele Arcangelo
Festivo 1 Agosto
Sindaco Giuseppe Loi (25-05-2014)
Sito web www.comune.villagrandestrisaili.og.it

 

Il territorio di Villagrande Strisaili comprende oltre ventunomila ettari che si estendono dalla punta di Bruncu Spina (1.828 metri), nel cuore del Gennargentu, sino al Salto di Quirra; confina con la Barbagia ed è immerso nel cuore dell'Ogliastra; è un centro agro-pastorale della nuova provincia e dista 26 km dal porto e dall'aeroporto di Arbatax. 
 
E' un paese di circa 3.300 abitanti, compresa la frazione di Villanova Strisaili, disposto su un costone che domina il mare d'Ogliastra, riparato dai venti da alcune montagne che si elevano per oltre 1000 metri, come Monte Orguda, Monte Isadalu, Monte Idolo e Monte Suana, in uno scenario unico, tra boschi di leccio e di macchia mediterranea intensamente profumata
 
Ad occidente del paese si trova il bosco di Santa Barbara, ricco di sorgenti di acque freschissime e di lecci secolari, e a nord est di Santa Barbara si può raggiungere la panoramica Punta Monte Suana, a 1.165 metri, con uno splendido belvedere tappezzato d'estate di timo dal si intravede ad est il mare e a sud il bosco di Santa Barbara e la vasta foresta di Oreddu; a nord est dell'abitato si trova la strada panoramica per Talana, lunga 9km, con spettacolari vedute e antichi ponti come quello sulla cascata di sa Rutta de Bandios, cosi chiamata perché, secondo la leggenda, dietro la cascata c'era una grotta utilizzata come rifugio dai banditi. 
 
Attraverso una gola selvaggia, scavata da un torrente nel granito profidico, si accede al villaggio nuragico di Praidas, ancora in buono stato di conservazione. Il territorio infatti è stato abitato sin dai tempi più antichi, cosi come attestano la presenza prenuragica di numerose domus de janas, dolmen, grotte e circoli tombali risalenti al 3500 a.C., considerati veri e propri luoghi di culto megalitici. Ci sono inoltre sette tombe dei giganti risalenti al 2000 a.C. e diasette nuraghi tra semplici e coplessi datati a partire dal 1600 a.C.. 
 
Nel vasto territorio villagrandese si trovano numerosi ovili isolati, che vengono utilizzati dai pastori da aprile a novembre. L'estensione territoriale consente l'allevamento, prevalentemente alla stato brado, di bovini, equini e suini e la conduzione di migliaia di alveari. La fauna è caratterizzata da numerosi cinghiali, mufloni, volpi, martore, mentre nelle aree montuose è presente una consistente selvaggina. 
 
Non è raro notare nella catena montuosa del Gennargentu il planare di avvoltoi, di falchi e persino dell'aquila reale. Nel Lago Altoflumendosa si possono pescare trote, cosi come è facile pescarla nei fiumi, sulle cui sponde si può notare la presenza del tritone, un salamandride rara in Sardegna.
 
Paola Selenu
 
Ogliastra, Antica Cultura - Nuova Provincia, i Paesi
 
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Pubblicato in Comuni dell'Ogliastra
Lunedì, 25 Luglio 2011 23:11

USSASSAI

COMUNE DI USSASSAI

 

Ussassai-Stemma

Altitudine 710 m s.l.m.
Superficie 47,30 Km2
Abitanti 579 (01-01-2015)
Densità 12,24 ab./Km2
CAP 08040
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105022
Cod. Catasto L514
Nome abitanti Ussassesi
Patrono San Giovanni Battista
Festivo 29 Agosto
Sindaco Gian Basilio Nicolino Deplano (31-05-2015)
Sito web http://www.comune.ussassai.og.it/

Situato sulle pendici del complesso montuoso di Arcuerì, lungo il versante di Perd'e Craru, il paese, con i suoi 579 abitanti, è il più piccolo dei paesi della Barbagia di Seulo. Ha un'estensione territoriale di 4.730 ettari, con un dislivello di metri 807.

E' la "porta" naturale dell'Ogliastra, con la quale confina (confermato dal toponimo Genn'Ogliastra al confine con l'agro del comune di Ulassai). Il suo territorio, ha una forma allungata da nord verso sud ed è molto montuoso. Tra le cime dei monti ed i fondo valle vi sono grandi dislivelli, con versanti spesso ripidi e scoscesi. Sono presenti essenzialmente due tipi di rocce: il basamento è costituito da materiali di natura scistosa, sopra i quali si sovrappongono rocce calcaree, separati da un sottile strato di arenarie. Rari sono gli affioramenti di altre rocce, limitate a qualche frammento di roccia porfidica di colore rossastro.

Gran parte di terreni scistosi non coltivati sono coperti da arbusti e macchia mediterranea (corbezzolo, filliera, cisto, quercia da sughero, etc. ). Frequentemente è pure il lentischio da cui, in passato, veniva estratto un olio speciale detto ogliu stincinu. Nei tacchi prosperano, invece, fitti boschi di lecci misti a erica, ginepri, agrifogli, tassi, e altri ancora, dove si possono incontrare, ancora in discreto numero, cinghiali, mufloni, volpi, donnole, gatti selvatici. Numerosi sono anche uccelli come pernici, colombacci, falchi e alcune aquile che, ultimamente, sono tornate a nidificare nei torrioni calcarei del Taccu Mannu.

Il nome Ussassai, secondo una tradizione locale, sarebbe da attribuire ad un certo Marco Usai, un porcaro che si sarebbe stabilito li per l'abbondanza delle ghiande. Secondo Massimo Pittau potrebbe derivare dal termine preromano Ossassi, nome che indica la stachide, pianta endemica sarda. Secondo altri Ussassai (Ussassa in sardo) vorrebbe dire "al di qua de s'assa". "Assa" significa rupe, parete rocciosa, burrone. In contraposizione con Ulassai, paese confinante che starebbe Ul-assa: al di là della rupe.

Alcune domus de janas d'epoca Neolitica (Aurràci, Perdobia, Fòrrus), assai modeste e semplici; dodici nuraghi, a volte associati a tombe dei giganti o circondati da resti di esegui villaggi. Numerose sono le risorse naturali del territorio di Ussassai: estesi boschi, sorgenti, che alimentano ruscelli e torrenti che si riversano sul rio S. Gerolamo, grotte e cavità carsiche. Di particolare interesse è Su pissu 'e Irtzioni. Un vero paradiso per gli appassionati di trekking, birdwatching e freeclibing. E' composto da torrioni calcarei ricoperti da un fitto bosco, scavato da ruscelli torrenziali e dal rio S. Gerolamo, ricco di sorgenti, tra cui le più importanti sono quelle di Niàla, S'orgiola 'e Amberda, Su Tuvu Nieddu. E', inoltre, attraversato dalla linea ferroviaria delle Fds.

Paolo Concu

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Lunedì, 25 Luglio 2011 23:10

URZULEI

COMUNE DI URZULEI

 

Urzulei-Stemma

Altitudine 511 m s.l.m.
Superficie 129,92 Km2
Abitanti 1.274 (01-01-2015)
Densità 9,81 ab./Km2
Frazione Silana
CAP 08040
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105021
Cod. Catasto L506
Nome abitanti Urzuleini
Patrono San Giorgio
Festivo Terza domenica d'agosto
Sindaco Ennio Arba (31-05-2015)
Sito web http://www.comuneurzulei.gov.it/

Piccolo centro montano dell'alta Ogliastra, delimitato a nord dal monte Gruttas. Il suo territorio si estende a nord ovest del centro urbano.

Il centro abitato è adagiato alle pendici del monte Gruttas a quota 511 sul livello del mare, in posizione periferica rivolto a sud rispetto al territorio comunale. Da nord è raggiungibile attraverso la strada provinciale 37 da Giustizieri lasciando la statale numero 125.

Urzulei risulta determinato dalle caratteristiche geomorfologiche del suo territorio, una cavea che si apre verso la costa orientale della Sardegna, anfiteatro naturale conformato da sistemi orografici di estrema varietà, fortemente articolate. Un sistema ambientale cosi strutturato ha profondamente influenzato la distribuzione e la localizzazione del centro urbano, la tipologia dell'insediamento, i modi di vita e le attività economiche svolte.

Ricco di storia, il territorio di Urzulei conserva diverse testimonianze archeologiche, sono noti e censiti dalla Soprintendenza archeologica una decina di nuraghi, diversi villaggi e relative tombe dei giganti. Nel territorio sono presenti anche tombe ipogeiche. Le scoperte archeologiche e gli scavi effettuati hanno restituito resti di cultura materiale riferibili a frequentazioni umane prenuragiche e nuragiche, inoltre sono presenti strutture architettoniche di non ben definita tipologia a causa del loro interramento.

Il toponimo, come indica l'illustre linguista tedesco Max Leopold Wagner, ha origine dalla voce campi danese smilace: " ... urtsùla (...) ". Nel testo del linguista Blasco Ferre Le parlate dell'Ogliastra si afferma che il toponimo di ortullè è da avvicinare alla base latina ORTU più un suffisso complesso –ull.

Urzulei è un villaggio con un impianto urbanistico prettamente medievale. Il centro storico, relativamente ad alcuni agglomerati, mantiene intatta la caratterizzazione del borgo montano di alcuni secoli fa. L'abitato si adagia su un territorio notevolmente accidentato, con una forte pendenza, la configurazione del paese è quindi a gradoni da sud verso nord. Il tessuto urbano appare suddiviso dai rivi in tre rioni principali: Lorischina, Fulittai, S'Arangiu, da essi si dipartono altri rioni minori.

Il Supramonte di Urzulei si estende tra Punta de Gruttas, la gola di Gorropu e sa Preda de sa Corona. Da Gruttas si spinge verso nord per una decina di km la Costa Silana, baluardo calcareo strapiombante ad est sull'orientale sarda, culminante nel monte Su Nercone terminante proprio sopra la gola di Gorropu. La ricchezza di valori naturalistici è varia; lungo l'orientale sulle zone montane, dalla cantoniera di Bidicolai verso Genna Silana, si sviluppa la ginestra dell?etna che costituisce, durante la ricca fioritura estiva, uno dei paesaggi vegetali più suggestivi dell'isola.

Francesca Mesina

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