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Lunedì, 25 Luglio 2011 23:09

ULASSAI

COMUNE DI ULASSAI

 

Ulassai-Stemma

Altitudine 775 m s.l.m.
Superficie 122,11 Km2
Abitanti 1.491 (01-01-2015)
Densità 12,21 ab./Km2
CAP 08040
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105020
Cod. Catasto L489
Nome abitanti Ulassesi
Patrono Sant'Antioco
Festivo 15 gg. dopo Pasqua
Sindaco Gianluigi Serra (05-06-2016)
Sito web http://www.comune.ulassai.og.it/

Ulassai, paese di circa 1.500 abitanti, situato nella regione storica-geografica dell'Ogliastra dista circa 85 km da Nuoro e 120 da Cagliari. Situato ad un'altitudine media di 700 metri sul livello del mare, è posto solo a circa venti km dalla costa centro orientale della Sardegna.

Al settimo posto fra i paesi ogliastrini per i suoi 13.000 ettari di territorio, che si estendono in lunghezza fra gli adiacenti territori di Osini, Gairo, Jerzu, Tertenia, Villaputzu, Perdasdefogu, Esterzili, Seui e Ussassai e che richiama grosso modo quello di una grossa falce, comprende località e ambienti interessanti e incontaminati.

Diverse ipotesi sono state avanzate sull'origine del nome che comparve per la prima volta, denominato Ulaççai, in un documento risalente all'8 marzo 1217; deriverebbe, secondo alcuni studiosi, dalla parola latina Gula, gola, e dal termine sardo Assa, rupe, da cui Gula-Assa, divenuto poi Ulassa nel lingaggio comune e che significherebbe villaggio posto nella gola sotto la rupe.

Domus de janas, dolmen e tombe dei giganti presenti nel territorio testimoniano la presenza di piccoli stanziamenti umani fin dal terzo millennio a.C.. Al secondo e al primo millennio a.C. ci riportano i nuraghi, il più imponente dei quali è il nuraghe S'Ulimu che domina un vasto territorio del Taccu meridionale e, sempre in questa zona, i nuraghi Sedd 'e Pauli, Seroni, Cabras, Lessèi e Seni. Nella zona di Neuletta troviamo i nuraghi Pranu e Nuragheddu uno dei quali, molto ben conservato, presenta tre grandi nicchie incorporate attorno alla camera centrale di ammirevole linearità.

Ulassai, dal crollo dell'impero romano, condivise con tutto il mondo occidentale il sistema latifondistico delle grandi proprietà feudali cui si è affiancato, nei secoli, l'uso particolarmente sentito ed apprezzato nel piccolo paese di Pardu, dello sfruttamento comune delle terre comunali. Paese della roccia, Ulassai vanta ambienti naturali caratterizzati da imponenti massici calcarei, boschi secolari, grotte, corsi d'acqua e stupende cascate. Costituiti alla base da scisti e graniti dell'era paleozoica sovrastati da una fitta coltre di sedimenti, erosi nel corso delle ere geologiche da agenti atmosferici e corsi d'acqua, i tacchi appaiono costituiti da diverse stratificazioni a sub giacitura orizzontale.

Vaste foreste di lecci, querce, agrifogli e macchia mediterranea si estendono sulla sommità e attorno ai tacchi che presentano pareti che spesso raggiungono altezze di tutto rispetto, ornate anch'esse da arbusti di vario genere: circa 100 metri di altezza contrassegnano le pareti del Tacco Tisuddu che per questa sua caratteristica è meta ambita di appassionati free climbers.

Il tacco di Ulassai, che presenta un territorio accidentato, ospita la grotta di Su Marmuri, simbolo del paese oggi conosciuta a livello nazionale e pressoché inesplorata sino al 1840; la grotta ha una lunghezza di circa 1000 metri. Degne di nota, fra le bellezze naturalistiche, lungo la strada che conduce alle grotte di Su Marmuri, quella che viene denominata cascata di Lecorci. Le sue acque che si raccolgono, in occasione di abbondanti piogge, nelle viscere di un massicio calcareo, sgorgano dalla base di questo offrendo una spettacolo unico e indimenticabile. Più imponente di questa è la cascata di Lequarci che si forma in prossimità della licalità Santa Barbara e riversa nel territorio sottostante le acque del Tacco di Ulassai: con un salto di circa 80 metri e un'ampiezza che può raggiungere 70, si getta poi lungo il pendio della montagna ricongiungendo, a valle, le proprie acque a quelle della cascata di Lecorci.

Giuseppe Cabizzosu e Luisa Pilia

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Lunedì, 25 Luglio 2011 23:08

TRIEI

COMUNE DI TRIEI

 

Triei-Stemma

Altitudine 140 m s.l.m.
Superficie 39,28 Km2
Abitanti 1.121 (01-01-2015)
Densità 39,62 ab./Km2
Frazioni Ardali
CAP 08040
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105019
Cod. Catasto L423
Nome abitanti Trieddini
Patrono Santi Cosma e Damiano
Festivo 26 Settembre, 12 Novembre
Sindaco Anna Assunta Chironi (05-06-2016)
Sito web http://www.comunetriei.gov.it/

I paesi di Triei ( 1.227 abitanti, con una densità di 39,1 abitanti per kmq ), adagiato ai piedi dei docili crinali che digradano sulla piana di Ardali, volge a sud ovest, verso la costa orientale della Sardegna, la singolare foggia del suo abitato, situato a circa 140 metri sul livello del mare e un tempo composto, a detta di V. Angius, " di due grazioni, o vicinati, come dicono i sardi, le quali sono separate dall'alveo di un rivo [...] che formasi dalle fonti della prossima altura".

Il territorio ( 2854 ettari ), fatta eccezione per la fascia di confine con Talana, montuosa e affatto adatta al pascolo, è in prevalenza collinoso e pianeggiante, con un clima mite e adatto alle colture, in particolare orticole e viticole, capaci, quest'ultime, lo annotava Angius, di vini "notissimi per la bontà" anche ai genovesi e ai napoletani. Le colline, coperte di boschi di lecci, sugherete, olivastri e macchia mediterranea, caratterizzano un paesaggio naturale semplice ma suggestivo, tanto che, proprio nella semplicità di alcune presenze alboree ricorrenti quali il cisto e il lentischio, lo stesso Angius scorgeva un tratto storico culturale, consistente nell'utilizzo delle due piante "per cuocere la pietra calcarea in non poche fornaci".

Il parco dell'altopiano di Mullò rappresenta una vera riserva ambientale, caratterizzata dal lentischio come tipologia dominante. Diversi rivi, quando le piogge sono abbondanti, solcano le terre del paese: vi scorre timido, da nord a sud, sull'alveo pietroso che ne segna il percorso nei lunghi periodi di secca, il rio Sa Murta, che nasce in territorio di Baunei, dove ritorna presso rio Sa Compora, dopo essersi congiunto al rio Azzanele. Tra le pendici del monte Mundugia corrono le acque dell'omonimo fiume che da luogo a incantevoli laghetti naturali.

A tracciare i limiti del territorio di Triei sono le linee segnate da Monte Mannu e da Serra Osono: ad est e a nord il territorio confina con quello di Baunei e, ad ovest, presso Punta Scopulavè e Punta Figu, con quello di Talana.

I confini amministrativi di Triei e del suo territorio risalgono al 1794, dopo una lite secolare con Baunei, che rivendicava i beni dello scomparso villaggio di Osono, sito sull'omonimo altipiano. Il centro abitato, oggi, conserva ancora, nelle abitazioni tradizionali, i segni del passato, integrati, attualmente, con il moderno delle nuove costruzioni.

L'origine del toponimo non è certo. Ci sarebbero diverse ipotesi, fra le quali la più acreditata vuole che il nome di Triei derivi da un presunto T(e)rièu, col significato di sito ricco di ginestra spinosa.

La presenza umana nella zona risale al periodo prenuragico e nuragico ed è attestata da alcune tombe dei giganti di Osono: una nel suo genere, rappresenta sicuramente il più importante dei monumenti preistorici di tutto il territorio di Triei. L'intero complesso è da considerarsi, per le sue caratteristiche, tra i più interessanti esempi di architettura funeraria dell'isola.

Salvatore Corrias

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Lunedì, 25 Luglio 2011 23:07

TORTOLI'

COMUNE DI TORTOLI'

 

Tortoli-Stemma

Altitudine 13 m s.l.m.
Superficie 39,97 Km2
Abitanti 11.129 (01-01-2015)
Densità 278,43 ab./Km2
CAP 08048
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105018
Cod. Catasto A355
Nome abitanti Tortoliesi
Patrono Sant'Andrea Apostolo
Festivo 30 Novembre
Sindaco Massimo Cannas (25-05-2014)
Sito web http://www.comuneditortoli.it/

Tortoli, cui nel 2004 è stato conferito il titolo di città dal Capo dello Stato, arricchita dalla frazione di Arbatax, dotata di un porto di collegamento con Cagliari, con Olbia e con "continente", è il più popoloso centro abitato dell'Ogliastra.

Distesa su una piana che partendo da ovest, dove si eleva una catena di monti in cui sorgono diversi centri abitati, si alliunga su un pianoro che, infrangendosi sul mare, tra Capo Monte Santo, a nord e Capo Sferracavallo, a sud.

E' un centro ricco di palazzine, di edifici scolastici e di strade in gran parte rettilinee che, visto dall'alto, ha l'aspetto di un denso nucleo che, dilatandosi, ha dato origine a diversi rioni sia a ovest, ai piedi della boscosa collina di Montiattu, sia a nord, sul rettilineo che porta a Girasole, sia a est dove si allungano, in un gioco ricco di movimento e di iniziative abitative che hanno raggiunto il porto, le propaggini del promontorio già citato, la baia di Portu de Frailis e la collina di San Gemiliano, difesa a sud dal rude aspetto di una vecchia torre di avvistamento, che si erge, dall'alto delle rocce, sul mare.

Cresciuta demograficamente nella seconda metà del secolo XX, a causa dell'insediamento di alcune industrie, passando da 3.500 abitanti a oltre 10.000, testimonia il valore del suo patrimonio umano e sociale che si è concretizzato nell'affermazione della validità del principio del movimento migratorio quando contiene in se i motivi di consapevole e matura conquista del principio della solidarietà.

Sull'origine del nome non è facile dare una risposta esauriente in quanto le ipotesi avanzate, espresse da diversi storici, sono prive di fondamento o suggestive di immagini o supposizioni che farebbero risalire il toponimo allo sbarco di profughi Troiani sfuggiti alla distruzione della loro città operata dai greci. Ne conseguirebbe che il toponimo potrebbe derivare dal primitivo nome Troia, Ilio; oppure, paradossalmente, secondo altri, potrebbe derivare da Elia, il santo che, prima di Sant'Andrea, fu il patrono del paese, con relativa chiesa parrocchiale.

Particolare rilievo riveste l'insediamento di diverse attività produttive, da quelle alimentari a quelle edili, meccaniche e tipografiche sorte nella zona industriale. Settore in continua evoluzione è quello turistico che, a differenza di quello urbanistico, che è di massima legato a circostanze contingenti, in questi ultime tre decenni ha assunto una dimensione strutturale, imprenditoriale e organizzativa in armonia con gli aspetti della natura dei luoghi che si protendono sul mare. La nascita di alcuni villaggi turistici e di campeggi; la disponibilità di spiagge che si estendono a nord, a sud a est delle coste; l'esistenza di diversi alberghi e ristoranti rispondenti alle esigenze dei turisti costituisco le condizioni favorevoli per un'ulteriore affermazione del settore.

Virgilio Nonnis

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Lunedì, 25 Luglio 2011 23:06

TERTENIA

COMUNE DI TERTENIA

 

Tertenia-Stemma

Altitudine 129 m s.l.m.
Superficie 117,77 Km2
Abitanti 3.894 (01-01-2015)
Densità 33,06 ab./Km2
CAP 08047
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105017
Cod. Catasto L140
Nome abitanti Terteniesi
Patrono San Sebastiano
Festivo 20 Gennaio
Sindaco Giulio Murgia (05-06-2016)
Sito web http://www.comunetertenia.it/

 

Tertenia è il paese più meridionale dell'Ogliastra. Si trova ai piedi del monte Giuilèa, lungo la valle del Quirra, conta 3700 abitanti e ha una quota media di 121 metri sul livello del mare. Il suo territorio si estende per circa 117 kmq, e confina a nord e ovest con Gairo, Osini, Jerzu e Ulassai, a sud con le isole amministrative di Osini, Loceri, Lanusei mentre a est è limitato dal Tirreno con 12 km di costa.

La valle del Quirra comprende una piana alluvionale di depositi del quaternario, provenienti dalle diverse alture circostanti, con suoli adatti a svariate culture. Il corso d'acqua principale è il rio omonimo, con gli affluenti Corongiu, Su santu, e Baccu Longu; esso taglia il territorio in direzione nor-sud, mentre numerosi sono i ruscelli stagionali.

La geologia del territorio è abbastanza varia e complessa: la catena sa Serr'e Mari, che separa il paese dal versante marittimo, il monte Cartuccedu e il Monte Ferru ( 875 m ) sono composti da rocce granitico-porfiriche rosee. Nella marina vi sono pianure e colline, lunghe spiagge ( Fogi Manna, Fogi 'e Murdegu) e coste rocciose. Ad ovest, l'altopiano chiamato Taccu con punta massima in Mont'Arbu ( 812 metri ) e il più basso Tacchigeddu ( 720 metri ) sono formazioni calcareo-dolomitiche tipiche della zona che sovrastano rocfe prevalentemente scistose, sulle quali è anche edificato il nucleo storico del paese.

La vegetazione spontanea è arbustiva, con due vaste foreste, su Crabiolu e Fustiragili. Le prime tracce di frequentazione umana risalgono al Neolitico Recente ( IV millenio a.C. ), e sono attribuibili a genti della Cultura di Ozieri. Oltre a strumenti in ossidiana, relativamente diffusi, testimonianze monumentali del neolitico finale si trovano nelle zone interne, dove sono presenti necroploi ipogeniche a domus de janas. In località Magalàu era presente una necropoli composta da almeno tre ipogei scavati nello scisto, il cui solo superstite è composto da un'unica cella con una nicchia; in località Santa Lugia un'unica grotticella artificiale, simile a quella di Magalàu ma con una camera secondaria.

Nel territorio sono presenti almeno 77 "fortezze", 22 villaggi, 34 tombe dei giganti e un pozzo sacro risalenti al periodo nuragico. Questa densità di strutture testimonia un'alta densità demografica, parallela a quella documentata per altre aree in Sardegna, che implicava anche una certa articolazione economica e socio-politica del territorio. L'intero sviluppo culturale nuragico è visibile nel paesaggio attuale.

Negli ultimi anni i prodotti agroalimentari di Tertenia ( formaggi pecorini e caprini, vini, carni fresche e insaccate, pane e pasta artigianali), grazie all'indiscutibile qualità che li caratterizza, hanno registrato un notevole incremento della domanda e della diffusione, anche al di fuori dei confini nazionali. La qualità dei terreni e la felice esposizione favoriscono lo sfruttamento razionale delle risorse, in un equilibrato e dinamico connubio fra tradizione e innovazione tecnologica che lasche ben presagire anche per il futuro. L'allevamento degli ovini in particolare, grazie alla presenza del moderno caseificio sociale, è certamente uno degli assi portanti dell'economia locale.

Luca Lai e Marco Pisu

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Lunedì, 25 Luglio 2011 23:05

TALANA

COMUNE DI TALANA

 

Talana-Stemma

Altitudine 682 m s.l.m.
Superficie 117,92 Km2
Abitanti 1.055 (01-01-2015)
Densità 8,95 ab./Km2
CAP 08040
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105016
Cod. Catasto L036
Nome abitanti Talanesi
Patrono Santa Marta
Festivo 29 Luglio
Sindaco Franco Tegas (31-05-2015)
Sito web http://www.comune.talana.og.it/

Il territorio di Talana è costituito da 11.792 ettari; si passa da una quota massima di 1.505 metri sul livello del mare del monte Genziana a una minima di 200 metri al confine con Lotzorai, dati che sottolineano quanto sia variegato tutto il territorio. A partire dal versante est sud est del territorio e procedendo in senso antiorario, il territorio di Talana confina con quelli di Lotzorai, Triei, Baunei, Urzulei, Orgosolo e Villagrande Strisaili.

L'abitato di Talana è sito a una quota media di 700 metri sul livello del mare, quasi al centro del proprio territorio. Posizionato su un costone, è esposto ad est e poggia su un terreno granitico in forte pendenza. All'interno dell'abitato, e anche intorno a poca distanza, sono numerose e copiose le sorgenti (come quelle di Gillàuro, S'Orgoes, Funtan'e 'idda, Curai); elemento quest'ultimo, che ha sicuramente determinato la nascita di questo insediamento. Nonostante l'altitudine, il clima è abbastanza mite per l'influso mitigante del mare.

L'abitato è suddiviso in rioni: Santu Craru, Su Cuccureddu, Gumàule 'e giosso, Gumàule 'e susu, Is Prathas, S'Orroca, Sa Serra, Su Stauleddu, Funtana 'e idda, Santa Maria, Preda Manna, Sa Carrera e il più recente Su Lampathu. All'interno dell'abitato fino a non molti anni fa c'erano gli orti e spesso vi si allevavano maiali e galline. Oggi gli orti, i pollai e le gabbie dei mailai sono ai margini del paese e rappresentano ancora una forte risorsa nel bilancio familiare.

Il territorio di Talana è diviso sostanzialmente in due da un crinale spartiacque che corre in senso nord sud poco più ad ovest dell'abitato. Analizzando il territorio partendo da ovest, si ha un altopiano prevalentemente granitico. Una piccola porzione di territorio, in corrispondenza dei confini tra Talana, Urzulei e Orgosolo è di natura calcarea. L'altopiano si presenta nella parte più bassa a una quota di circa 1100 metri sul livello del mare. Nonostante la presenza di formazioni orogenetiche dalla quota elevata, il paesaggio risulta dolce e i pendii niente affatto aspri. Improvvisamente si ha un crinale spartiacque che dà luogo ad un costone ripido verso Est. In pochi chilometri si passa da una quota intorno ai 1000 metri ai 300. Il territorio dal versante ovest del crinale spartiacque alimenta i bacini del Flumendosa e del Cedrino mentre il versante ad est alimenta il rio Pramaera che sfocia nella marina di Lotzorai. I fianchi di questo crinale sono di natura granitica e scistica. Ancora più a est si ha la pianura di originie alluvionale in mezzo alla quale si erge il monte di Mundùge di oltre 700 metri d'latezza, con un piccolo laghetto quasi sulla sommità.

La flora è quella tipica mediterranea. Dai 200 metri ai 300 metri di quota: culture di ulivi e viti. Dai 300 ai 600 metri: cisto, lentischio ma soprattutto corbezzoli e sugheri. Tra questi, pinete del rimboschimento fatto negli anni '50. Dai 600 ai 100 metri sono presenti fitti boschi di lecci; sull'altopiano macchie di leccio e roverella, l'erica e il ginepro. Dappertutto lungo i torrenti e i fiumi è costante la presenza di ontani e nella valle anche oleandri.

La fauna selvatica è numerosa in tutte le specie tipiche della Sardegna, eccezione fatta per il cervo sardo.

Sul toponimo Talana sono state avanzate ipotesi etimologiche tra le più svariate e fantasiose. L'ipotesi più accreditata propende per l'individuazione di un morfema del sostrato preromano Tala. Il significato è oscuro: tuttavia si può accostare ad altri toponimi dell'area settentrionale della Sardegna quali Talòro, Talèri, Talassài che spesso indicano luoghi elevati.

Molto antiche sono le tracce della presenza umana nel territorio: le domus de janas, a Sillacàccaro, Sa Thoppia e Su Nurageddu, documentano l'età prenuragica; testimoniano incece l'età nuragica il nuraghe Bau 'e Tanca, che alla fine degli anni '80 è stato oggetto di una campagna di scavi. Si possono trovare nell'altopiano numerosi altri nuraghi, tra i più elevati dell'isola, e nella pianura; le tombe dei giganti, una delle quali nelle vicinanze dello stesso nuraghe Bau 'e Tanca.

Sebastiana Loi

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Lunedì, 25 Luglio 2011 23:04

SEUI

COMUNE DI SEUI

Seui-Stemma

Altitudine 800 m s.l.m.
Superficie 148,20 Km2
Abitanti 1.329 (01-01-2015)
Densità 8,97 ab./Km2
CAP 08037
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105015
Cod. Catasto I706
Nome abitanti Seuesi
Patrono San Rocco
Festivo 16 Agosto
Sindaco Marcello Cannas (27-05-2013)
Sito web http://www.comune.seui.og.it/

Il paese di Seui si trova ai margini meridionali del massicio del Gennargentu, a mezza costa di una montagna esposta a sud, a 820 metri d'altezza, nella regione storico-geografica della Barbagia di Seulo, già appartenente alla provincia di Nuoro, e attualmente nella nuova giurisdizione amministrativa della provincia Ogliastra.

Il territorio confina a nord con Arzana, a nord est con Gairo, a est con Ulassai, Esterzili, Perdasdefogu ed Escalaplano. Quasi completamente montano, con altezze minime di 300 e massime di oltre 1300 metri sul livello del mare (Punta Margiani Pubusa, a nord, 1324 metri sul livello del mare), ha un'estensione di circa 15.000 ettari, e una caratterizzazione geologica costituita per due terzi da rocce paleozoiche metamorfiche (prevalentemente scisti), che formano il basamento generale, il terzo restante di rocce paleozoiche eruttive (porfidi) a nord ovest, mesozoiche sedimentarie (calcari) nella zona montana nord est, con i caratteristici 'tacchi'.

Importante per la storia del paese, pur se di limitata estensione, è il bacino antracifero fossilifero di Fund'e Corongiu o San Sebastiano a nord ovest del nucleo abitato, scoperto nei primi decenni del 1800 dal Generale piemontese Della Marmora e sfruttato per poco meno di un centinaio di anni tra il 1800 e il 1900.

Interessanti le numerose cavità naturali, intensamente esplorate negli anni '60. Tra le più note del Monte Tònneri, Sa Muragessa, lunga diverse centinaia di metri, con cunicoli, laghetti, stalattiti e stalagmiti, Presòni 'e Santu Perdu, con tre aperture, una delle quali in parete, Grutta 'e Pauli, in cui un breve pendio immette in una galleria alta e larga anche se breve. Al confine con Ussassai sa Ucca 'e su Tiàulu ( o de Bobboi o de ir Bobboisi), di ampie dimensioni, importante per una serie di credenze di cultura popolare che la indicavano come un 'antro sacro degli spiriti' con manifestazioni di fantasmi e visioni orribili, 'la bocca dell'inferno', probabilmente anche in relazione con acque sotterranee di cui si udiva lo scorrere, cui nei tempi remoti ci si rivolgeva per notizie su furti di bestiame o per giuramenti o legami di comparatico.

In un contesto capillarmente ricco di corsi d'acqua, tra cui il Flumendosa, il Flumineddu, il Rio Cannas e numerosi altri, nonché di sorgenti calcaree e granitco scistose, come Gersalidi (che rifornisce l'acquedotto comunale), Anulù, Cerasia, Corongiu, Scirinùlu, e altre, di particolare valore, risalta il patrimonio boschivo – da sempre fonte importante di sostentamento per gli usi civici – che ricopre circa il settanta percento del territorio, concentrato nella parte nord, principalmente con la foresta di Montarbu, a prevalenza assoluta di leccio – particolari alcuni esemplari come s'Iligi 'e Canali, un leccio secolare alto 28 metri con un tronco di 8 metri di circonferenza, inserito tra i monumenti italiani naturali – e di seguito di leccio e macchia mediterranea boscata e cespugliata, e in genere su tutto il resto del suolo di macchia mediterranea, nonché ampie riforestazioni a pino. La fauna è inserita nel contesto del vasto ambiente naturale, principalmente delle zone ferestali, e comprende specie quali il cervo e il daino. Altre specie presenti sono il cinghiale, il muflone, simbolo del gonfalone municipale, la lepre e la volpe.

Cinzia Frau

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Lunedì, 25 Luglio 2011 23:03

PERDASDEFOGU

COMUNE DI PERDASDEFOGU

 

Perdasdefogu-Stemma

Altitudine 600 m s.l.m.
Superficie 77,09 Km2
Abitanti 1.988 (01-01-2015)
Densità 25,79 ab./Km2
CAP 08046
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105014
Cod. Catasto G445
Nome abitanti Foghesi, Foghesini
Patrono San Pietro Martire
Festivo 29 Giugno
Sindaco Mariano Carta (11-06-2012)
Sito web www.comunediperdasdefogu.com

Perdasdefogu, conosciuto anche con il nome di Foghesu, si trova nell'Ogliastra meridionale tra il Sarrabus, il Gerrei e la zona di Quirra; confina a nord con Ulassai, a ovest con Escalaplano, Ballao e Villaputzu, a est nuovamente con Ulassai.

Il suo territorio ha un estensione di 7.773 ettari, di cui 3.000 espropiati dal 1956 per l'installazione del Poligono Sperimentale Interforze del Salto di Quirra. Per la maggior parte roccioso ha un'altitudine media che si aggira sui 400-500 metri sul livello del mare.

Il territorio è compreso nell'unità tettonica che affiora dalla zona di Meana Sardo e arriva al Salto di Quirra includendo geologicamente il territorio di Perdasdefogu in Ogliastra e anche nel Sarrabus; le litologie presenti vedono il prevalere a nord di calcari mesozoici e a Sud le metamorfosi paleozoiche, le marne e i calcarei eocenici.

Il suo sistema idrografico è formato prevalentemente dal Rio San Giorgio a nord est e dal Rio Flumineddu a ovest; le loro acque sono arricchite da numerosi affluenti e numerose sono altresi le sorgenti determinate dal contatto dei calcarei con gli scisti.

Il clima è tipicamente mediterraneo, mediamente sub-umido e tendente al temperato caldo.

Sparse nelle varie aree calcaree si contano ben 55 grotte, soprattutto nei pressi del rio Luesu, suggestivo per la presenza di numerose cascate. Ricche e assai diversificate sono la flora e la fauna, soprattutto nell'area protetta di Bruncu Santoru, dove, agli inizi degli anni '80, è stato istituito un parco che, si estende a nord e a nord ovest del paese, occupando una superficie di 400 ettari, "al fine di tutelare una parte del territorio particolarmente suggestiva e integra". Il territorio, in questi ultimi anni, ha richiamato l'attenzione e l'interesse, per il suo ricco patrimonio botanico di studiosi e di naturalisti.

Il territorio fu sicuramente abitato sin dal periodo prenuragico e indubbiamente anche nel periodo nuragico, come attestano le domus de janas con annessa, a una di queste, la fontana nuragica di Giuanni Puddu e Sa Domu 'e S'Orcu, il considerevole numero di monumenti nuragici, almeno 11, due dei quali complessi, un tempio a pozzo e due tombe di giganti; da citare in particolare il nuraghe de Tueri, Su Felissu e il monumento megalitico di Perdiargiu. Il paese, situato a una latitudine di 599 metri sul livello del mare, conta 2.400 abitanti. Il toponimo, sufficientemente chiaro nel suo significato letterale, pietre di fuoco, lo è meno per quanto riguarda la sua origine. Della Marmora lo fa derivare, in modo improprio, "dagli stati di selce nera che si trovano in una roccia calcarea della formazione carbonifera di quella località".

Il nucleo abitativo del paese è situato quasi al centro del suo territorio. L'incremento demografico, iniziato, seppur lentamente, dopo il 1700, si è accentuato nel 1900, ma è soprattutto in questi ultimi anni, particolarmente a partire dal 1956, con l'insediamento e la presenza dei militari del Poligono Interforze del Salto di Quirra, che Perdasdefogu, unico tra tutti i paesi dell'Ogliastra, ha visto una notevole crescita della popolazione accompagnata peraltro da un analogo sviluppo economico e sociale.

a cura della Mediateca

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Lunedì, 25 Luglio 2011 23:02

OSINI

COMUNE DI OSINI

 

Osini-Stemma

Altitudine 645 m s.l.m.
Superficie 39,68 Km2
Abitanti 823 (01-01-2015)
Densità 20,74 ab./Km2
CAP 08040
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105013
Cod. Catasto G158
Nome abitanti Osinesi
Patrono Santa Susanna
Festivo 11 Agosto
Sindaco Mariangela Serrau (12-06-2012)
Sito web www.comune.osini.nu.it

Il paese di Osini, compreso tra i centri montuosi di Ulassai e Gairo, si inserisce nella valle del Rio Pardu.

Il suo territorio comunale comprende una delle aree geografiche più suggestive dell'Ogliastra; per una superficie di circa 13,5 Kmq, ricade sull'altopiano calcareo-dolomitico modellato sulle rocce dell'era mesozoica meglio noto come Tacco o Taccu nella pronuncia locale. Il perimetro del Tacco è segnato, a tratti, da pareti verticali alte decine di metri, che ricalcano le principali linee tettoniche (faglie e fratture) che hanno interessato quest'area della Sardegna durante l'Orogenesi Alpina.

Il territorio relativo al paese è suddiviso in quattro parti separate dette: Ninara, Is Carcuris-Biddemonti, Quirra e la zona dove sorge l'abitato.

La zona di Ninara, di forma triangolare, si trova nella parte meridionale della catena montuosa di Tricoli confinante con il territorio di Jerzu e di Gairo ricca di boschi, oliveti e vigneti; a circa 5km da essa, verso sud, ad altitudine 160 metri, si trova il territorio di Biddemonti lungo la Orientale Sarda; in questa zona sono presenti vigneti, orti, frutteti con relative case coloniche; a 10km a sud di Biddemonti inizia la zona di Quirra, costruita dalle terre donate dalla contessa di Quirra all'Ogliastra alla fine del XV secolo e spartite tra varie comunità nella seconda metà dell'Ottocento. Verso est le pareti strapiombanti, alte fino a un centinaio di metri, assumono l'aspetto di una muraglia insormontabile.

La scala di San Giorgio, angusta gola chiusa tra le pareti verticali che individuano le facce che da est attraversano i bastioni rocciosi, immette sull'altopiano. Qui è possibile scorgere le antiche testimonianze di vita attraverso i nuraghi monotorre a tholos come Sanu e Orruttu, Urceni e quello più complesso del Tacco di Osini, il Serbissi, che si erge a mille metri di altitudine.

Il territorio di Osini risulta abitato sin dal periodo prenuragico, come dimostrano le domus de janas, e soprattutto nel periodo nuragico, numerose sono infatti le tracce di vita nuragica: i nuraghi al confine di Jerzu e Tertenia, quelli al confine con Cardedu e Gauri e i diversi villaggi sui tacchi.

Le origini dell'attuale centro abitato di Osini Nuovo sono assai recenti; esso fu costruito unkm più a sud rispetto all'originario nucleo che fu progressivamente abbandonato a seguito della disastrosa alluvione del '51. Dell'antico centro rimangono ancora le stradine che si inerpicavano su streti sentieri e le strutture delle antiche abitazioni.

Sandra Murgia

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Lunedì, 25 Luglio 2011 23:00

LOTZORAI

COMUNE DI LOTZORAI

 

Lotzorai-Stemma

Altitudine 11 m s.l.m.
Superficie 16,84 Km2
Abitanti 2.212 (01-01-2015)
Densità 131,35 ab./Km2
CAP 08040
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105012
Cod. Catasto E700
Nome abitanti Lotzoraesi
Patrono Sant'Elena Imperatrice
Festivo 18 Agosto
Sindaco Antonello Rubiu (05-06-2016)
Sito web www.comune.lotzorai.og.it

Poco distante dal mare, abbracciato dai fiumi Pramaera e Girasole (o rio Mirenu), che segnano il margine settentrionale delle piane marine d'Ogliastra, Lotzorai gode di una posizione felice, tra il lido e lo scenario montuoso che si apre ad anfiteatro da Talana a Baunei.

Il territorio di Lotzorai (16,84 kmq) confina a sud-ovest con quello di Girasole, a sud con quello di Tortolì, e a nord-est con quello di Baunei, al quale è legato, senza soluzione di continuità, anche nell'abitato, nell'area di Tancau, dove è contiguo a Santa Maria Navarrese. La geomorfologia del territorio, una piana alluvionale, vede emergere rari affioramenti, in prevalenza graniti, scisti e calcari: "le più parti sono piane, e le poche rimanenze – scriveva Angius – non sono altro che poggi e piccole colline". Antistante la lunga litoranea sabbiosa, che a Lotzorai assume i nomi di Pollu e di Is Orrosas, è l'isolotto d'Ogliastra, uno scoglio brullo di granito rossastro, punteggiato dal verde dei fichi d'india.

A quattro chilometri dal paese, sulla strada per Talana, si trova il rigoglioso bosco de Su Padentinu, ricco di carrubi, lecci e querce da sughero. L'area è ricca di testimonianze di età prenuragica e nuragica. Nell'entroterra, situate per la maggior parte nella zona di Fund'e Monti, lungo la strada provinciale per Talana, si trovano numerose domus de janas.

Il paese è percorso dalla strada statale 125 e si estende sia verso il mare, con la borgata di Donigala, sia verso la zona pianeggiante interna. Il tessuto edilizio, eterogeneo e privo di una forma riconoscibile, è più fitto nella zona storica, prossima alla strada principale, e a maglie più larghe nella pianura circostante, laddove le abitazioni si aprono alla campagna alternandosi a piccoli appezzamenti adibiti ad orto. I campi intorno sono costellati da piccole ville rustiche.

A Lotzorai si possono ancora osservare non poche abitazioni costruite secondo modalità passate: ci sono dimore con scala interna e con un loggiato che da su un cortile, alla maniera delle case campi danesi, e abitazioni con due vani sovrapposti collegati da una scala esterna. Di rilievo è Sa Domu de Donna Nassia, una piccola casa nobiliare seicentesca.

Lotzorai, secondo la fantasia popolare, sarebbe il "luogo dei mandorleti", ma non c'è alcuna ipotesi, sul versante della ricerca dell'origine del toponimo, che possa confortarne l'attendibilità: il significato, oggi, è ancora oscuro, e si possono solo rintracciare riscontri utili almeno per una comparazione, sul piano di una toponomastica diffusa che contempla, nei territori più vicini e in tutta l'isola, la desinenza –ai, e , meno ricorrente, la radice Lotz-.

Lotzorai è anche il paese delle chiese. Nel territorio sono presenti alcune piccole chiese campestri quali quella di San Tommaso, presso la quale si ergeva un nuraghe; quella di San Teodoro, il cui sito originario era identificato da Cocco presumibilmente, in località Settenariu; anche la chiesa di Santa Maria Navarrese fu a lungo contesa a Baunei, che la incluse nel proprio territorio in seguito alla delimitazione dei confini del 1849.

 

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Lunedì, 25 Luglio 2011 22:59

LOCERI

COMUNE DI LOCERI

 

Loceri-Stemma

Altitudine 206 m s.l.m.
Superficie 19,31 Km2
Abitanti 1.232 (0-0-2009)
Densità 67,89 ab./Km2
CAP 08040
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105011
Cod. Catasto E644
Nome abitanti Loceresi
Patrono San Pietro Martire
Festivo 29 Giugno
Sindaco Robertino Uda (31-05-2015)
Sito web http://www.comuneloceri.gov.it/

Il comune di Loceri, sito nell'Ogliastra centro orientale, a 206 metri sul livello del mare, occupa una superficie complessiva di 19,38 chilometri quadrati, compresi i territori appartenenti al salto di Quirra. Confina con i comuni di Lanusei, Ilbono, Barisardo.

Il paese, adagiato in un incavo collinare aperto al mare, gode di un clima mite e di un territorio fertile adatto alla coltivazione e al pascolo. I monti più importanti sono il monte Cuccu e il monte Tarè.

Le ricche sorgenti danno origine al fiume Perdaefa, la cui foce si rinversa a est di Barisardo, nel mare Tirreno.

Varie sono le ipotesi avanzate da diversi studiosi e linguisti, per spiegare l'origine del nome Loceri. Massimo Pittau sostiene che tale nome tragga origine dalla parola sarda Lecheri, Lechere che significa stachide, quindi Loceri vorrebbe dire luogo ricco di stachide.

Le prime testimonianze attestanti l'esistenza di un villaggio chiamato Loceri risalgono al XII secolo, e si riferiscono ad un insediamento denominato Lucceri, nella diocesi di Suelli. Nel XIII secolo Loceri fa parte della curatoria d'Ogliastra nel giudicato di Cagliari; caduto il Giudicato, dopo il 1258 entra a far parte dei territori del comune di Pisa. Un documento pisano del 1316, attesta la presenza di una comunità rurale nell'attuale località di Goeni, citata con nome domus Gueni; nello stesso documento è detto che l'abitato venne distrutto nel corso della guerra intercorsa tra Visconti e pisani per il possesso dell'Ogliastra.

In tempi recenti, riconosciuto l'ambiente come risorsa anche economica, in concomitanza con il decollo del turismo, Loceri finalmente consapevole dei vantaggi che la posizione geografica offre, si appresta a cogliere anche le opportunità date dal moderno mercato del turismo, come dimostrano la nascita in paese di aggiornate strutture ricettive.

Giampietro Cabiddu

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