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Lunedì, 25 Luglio 2011 22:58

LANUSEI

COMUNE DI LANUSEI

 

Lanusei-Stemma

Altitudine 595 m s.l.m.
Superficie 53,38 Km2
Abitanti 5.658 (30-10-2010)
Densità 105,9 ab./Km2
CAP 08045
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105010
Cod. Catasto E441
Nome abitanti Lanuseini
Patrono Maria Maddalena
Festivo 22 Luglio
Sindaco Davide Ferreli (11-06-2012)
Sito web http://www.comunedilanusei.it/

La città di Lanusei è collegata al Sarcidano, al Sarrabus e al Gerrei da strade per lo più contorte e pittoresche, mentre raggiunge la Barbagia con una superstrada tagliata nella solitudine alpestre, in modo che si può toccare con mano la proverbiale dell'Ogliastra: "isola nell'isola isolata".

Sullo sfondo di creste e dorsali del Gennargentu il paesaggio è segnato da dense leccete, pascoli boscati. Vallette rocciose, lande macchiate di erba barona, di zafferano e di nipitella. E' il paesaggio dei tacchi calcarei e della castelli forme Perda 'e Liana.

E' il sito dei laghi artificiali del Flumendosa e delle sorgenti che sgorgano qui tra monti aspri e selve, nei salti comunali di Lanusei. Il paesaggio di pascoli e leccete si arrichisce anche di roverelle qua e là.

La città, "scompigliata dall'allegria dei venti marini", è come imprigionata in un reticolo di viuzze, sdruccioli, meandri, fornici, angiporti, tutti fittamente edificati, ma anche di scalinate e slarghi inaspettati nella penuria di spazio.

La fama di locus amoenus di Lanusei si fonda sui verzieri che la incoronano e sulle vigne, sulle spiagge della Marina raggiungibile in breve, sui laghi creati nel secondo dopoguerra, sulla foresta e le tassanete dei paesi adiacenti.

La stazione ferroviaria è una tappa del trenino verde che avanza sui binari in discesa fra ardite giravolte, giocando a rimpiattino con l'abitato che appare e scompare all'ombra del monte Tricoli in faccia al mare dell'Ogliastra e allo stagno lontano.

Caposaldo della burocrazia d'Ogliastra, arcadia turistica e piccola Gerusalemme della Diocesi, Lanusei è da secoli polo d'attrazione per studenti e villeggianti, geologi e cacciatori, che hanno costruito intorno un'immagine di boschi intangibili, aria pura, sorgenti salutari, rocce rare, cibi genuini, ricca selvaggina e falconiera.

Nei negozi del vivace tono cittadino si trovano i prodotti seriali che la società dei consumi offre agli acquirenti di tutto l'Occidente, ma anche le merci della tradizione ogliastrina: ferri battuti alla spagnola, coperte artigianali di merletto (fànugas), pelli conciate da abiti taxidermisti, graziosi mobili rustici, rami e terrecotte, arazzi rustici e bisacce.

La gastronomia offre miele amaro da accompagnare alla pecora "in cappotto"; un agarico molto carnoso (cardulinu 'e petza) piu allettante dei soliti champignons; guanciale (sa grandula), gran copia di dolci e di acquaviti (murta, cerasa, filuferru). Ma su tutto svettano i celebrati agnolotti all'ogliastrina, i malloreddus, la fregula, le tacculas o meurras ( tordi e merli lessati e raffreddati nel mirto).

Lina Aresu

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Lunedì, 25 Luglio 2011 22:56

JERZU

COMUNE DI JERZU

 

Jerzu-Stemma

Nome Sardo Jersu
Altitudine 422 m s.l.m.
Superficie 102,61 Km2
Abitanti 3.179 (01-01-2015)
Densità 30,98 ab./Km2
CAP 08044
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105009
Cod. Catasto E387
Nome abitanti Jerzesi
Patrono Sant'Erasmo
Festivo 2 Giugno
Sindaco Roberto Congiu (27-05-2013)
Sito web

http://www.comune.jerzu.og.it/

Situato sul costone di una collina, che dai tacchi di Porcu'e Ludu e di Troiscu si apre ad est verso la vallata, l'abitato si sviluppa seguendo le curve di livello e formando un tessuto viario a maglie irregolari; un vasto anfiteatro di case e di verde degradante verso la valle fertile del fiume Pardu, che delimita a nord est il territorio ierzese e sfoccia in mare con il nome di Pelau dopo avere attraversato la piana omonima, ricca di vigneti e di case coloniche.

Da una sua tipica "casa-torre", stretta e alta per sfruttare le scarse aeree edificabili del centro storico, si presenta un panorama di rara bellezza che si dispiega a est a a ovest della strada provinciale; questa nasce a Gennecrexia, attraversa l'abitato con nome di Corso Umberto I e si dirige verso Ulassai. A ovest, l'abitato e le sue attuali propaggini si raccolgono all'interno di un arco che inizia dalla balza di Sa Pruna, Perdarba, Suilis, Masoni Aregu, per continuare in Sa Costa e Genna e Figu, con le punte di Su Carduleu e Monti Gutturgionis, quindi, si susseguono i tacchi imponenti di Mammutara, Taccurrulu, Porcu'e Ludu, Scala'e su Oi, Troiscu, Bauarena e il passo di riu Pessiu.

Lungo la provinciale, nell'abitato si allineano la Cantina Sociale con la sua caratteristica torre; la chiesa di Sant'Erasmo santo patrono con il vicino camposanto di san Vincenzo, l'anfiteatro e la piazza di Regaliu, la casa municipale e altri edifici di impianto ottocentesco, la piazza di Funtana'e Susu, le scuole elementari "A. Demurtas" con la sottostante cittadella degli studi contrasegnata dall'ampio edificio del Liceo Scientifico.

Il territorio di Jerzu si estende per 10.261 ettari, di cui solo 81 di proprietà comunale, ed è quasi per la metà improduttivo; l'altra metà è destinata da sempre all'agricoltura: 848 ettari sono coltivati a vigneto e 4951 a oliveto e frutteto.

Jerzu è un paese prevalentemente contadino e solo recentemente ha conosciuto la nascita e lo sviluppo di un settore artigianale di una certa importanza. Mancano nel suo contesto sociale l'economia pastorale, perché il territorio non ne ha mai propiziato lo sviluppo. Infatti le zone non destinate ad agricoltura sono irte e ricoprte di boscaglia, con altimetrie proibitive per il bestiame: dai 200 metri sul livello del mere sale progressivamente ai 620 metri dell'abitato, sino a giungere ai 1008 metri di Corongiu, la punta più alta del salto ierzese.

Tonino Serra

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Lunedì, 25 Luglio 2011 22:55

ILBONO

COMUNE DI ILBONO

 

Ilbono-Stemma

Nome Sardo Irbono
Altitudine 400 m s.l.m.
Superficie 30,91 Km2
Abitanti 2.158 (01-01-2015)
Densità 74,18 ab./Km2
CAP 08040
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105008
Cod. Catasto E283
Nome abitanti Ilbonesi
Patrono San Giovanni Battista
Festivo 24 Giugno
Sindaco Andrea Piroddi (31-05-2015)
Sito web

http://www.comune.ilbono.og.it/

Ilbono è un centro di poco circa 2.000 abitanti, posto ad un altitudine di 400 metri sul livello del mare.

L'origine etimologica del suo nome è assai controversa: secondo alcuni studiosi, deriva da sirbone, nome dialettale del cinghiale, mammifero tipico del territorio del paese; secondo altri, che sostengono che il paese sia stato fondato da una gruppo di abitanti di Troia emigrati in Sardegna in seguito alla distruzione della loro città, deriva dal latino Ilium Bonum; secondo altro ancora deriva dal nome bun, che significa "altezza, elevazione".

Il paese si trova nella parte centro orientale dell'Ogliastra, fra i comuni di Tortoli, Lanusei ed Elini, a circa 15km dalla costa. Il suo territorio, che si estende per circa 30 kmq, confina a sud con quello di Loceri e Lanusei, a est con Barisardo e Tortoli, a nord con Elini e Arzana, a ovest con Lanusei.

Il territorio ilbonese è demandante verso il mare e presente un'orografia assai tormentata, in quanto la sua altitudine varia dai 90 metri della zona confinante con Tortoli (Baunuxi) ai 950 circa di Bruncu Tulargius, ai confini con Arzana; in particolare la parte settentrionale è montuosa, mentre la perte meridionale è collinosa, solcata da valli più o meno profonde e attraversata da ruscelli che durante le stagioni piovose spesso straripano, creando gravi problemi alle attività agricole del paese.

Sono presenti varie sorgenti, nessuna delle quali è particolarmente abbondante, che arricchiscono però la portata dei numerosi fiumiciattoli e torrenti che attraversano il territorio: fra le principali vi sono Funtana Manna, Funtana Tulargius, Funtana Baucinnu e Funtana Barigau. I fiumi più importanti, che danno il nome alle zone agricole di Ilbono ricche di frutteti, sono il rio Tulargius, il rio Cerisias, il rio Giralecce, il rio Cannas, il rio Ardalasè, il rio Baunuxi e il rio Corongiu.

Il clima di Ilbono, grazie alla limitata distanza dal mare è generalmente mite, anche se gli inverni sono caratterizzati da un notevole tasso di umidità e dai forti venti, provocati dalla posizione del paese in un punto di incontro tra alta e bassa pressione.

La flora del territorio, tipicamente mediterranea, si sviluppa in un clima arido che raggiunge le massime precipitazioni nella stagione invernale. Alcune specie vegetali sono paleo endemiche, provengono da territori lontani e si sono sviluppate in epoche molto remote, mentre altre sono neoendemiche, ante dall'incrocio tra specie già esistenti e quelle recentemente importate. In generale la flora del territorio di Ilbono è dominata da specie mediterraneo-occidentali e da specie xerofile, che prediligono gli ambienti caldi e asciutti , provenienti dall'Africa, mentre scarseggiano le specie montane.

La fauna che popola il territorio di Ilbono è caratterizzata dalla presenza di specie molto comuni anche nel resto della Sardegna, senza particolari endemismi. Le prime tracce umane finora trovate nel territorio di Ilbono sono relative al Neolitico Recetne e Finale, che comprende il III millenio a.C.

Tonino Loddo

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Lunedì, 25 Luglio 2011 22:54

GIRASOLE

COMUNE DI GIRASOLE

 

Girasole-Stemma

Nome sardo Gelisuli
Altitudine 8 m s.l.m
Superficie 12,98 Km2
Abitanti 1.274 (01-01-2015)
Densità 98,15 ab./Km2
CAP 08040
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105007
Cod. Catasto E049
Nome abitanti Girasolesi
Patrono Madonna di Monserrato
Festivo 8 settembre
Sindaco Gian Luca Congiu (11-06-2012)
Sito web

http://www.comune.girasole.og.it/

Il territorio comunale si estende lunga la S.S. 125 e occupa una superficie di circa 13 kmq ad una altitudine media sul livello del mare di circa 8 metri. La sua posizione geografica è particolarmente favorevole: situato, infatti, ad appena un chilometro dal mare, a poca distanza dallo scalo portuale di Arbatax e dall'aeroporto di Tortoli, occupa un'area pianeggiante dalla vegetazione rigogliosa.

Girasole confina con i comuni di Lotzorai a Nord e ad Est, di Tortoli a Sud e di Villagrande Strisaili ad Ovest. Il territorio ospita emergenze granitiche intervallate da pianure adibite a pascoli o a coltivazioni, incorniciate da una vegetazione variegata composta prevalentemente da cisti, olivastri, erica e piante aromatiche che nascono spontaneamente nel luogo.

Tra le specie animali: donnole, lepri, volpi, gabbiani, falchi e qualunque volatile raro come germani reali e il fistione turco, piccola anatra dal piumaggio castano e dal becco di colore rosso vivo, non frequentemente presente in Sardegna.

Nell'ultimo cinquantennio, si è registrato un evidente incremento demografico. Il nome del paese sarebbe, secondo alcuni studiosi, di origine proto sarda, almeno nella sua forma Gerosuli. La moderna forma Girasole è piuttosto recente: si trova per la prima volta in un documento nel 1504 come "Girasol", mentre precedentemente compare nei testi scritti come "Gierosuli" nel 1341, "Gerosuli " nel 1346-1350 e Gelusiu nel 1358. Nei documenti del 1700 si ha la forma "Girasoli", mentre nel 1800 ritorna nuovamente Girasol che si svilupperà successivamente in Girasole.

La presenza dell'uomo nel territorio di Girasole si può far risalire, con certezza, almeno all'età del Bronzo Medio (1600-1200 a.C.) per la presenza di quattro nuraghi: il Santu Tomàu, probabilmente una struttura complessa, nella cui area circostante sono stati rinvenuti frammenti di contenitori in ceramica; il nuraghe Per'e Pizzoriga, quello di Sconk'e Porcu, che sorge su una collina sulla stessa linea dei due già citati, quasi a formare un unico asse difensivo o di avvistamento; infine il nuraghe Cerinas, presso la riva dello stagno di Tortoli, attorno al quale sono stati rinvenuti reperti fittili tra cui vasi in stato frammentario e pesi da rete, che testimoniano l'attività di pesca già in epoca protostorica.

Caterina Nieddu

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Lunedì, 25 Luglio 2011 22:53

GAIRO

COMUNE DI GAIRO

 

Gairo-Stemma

Altitudine 800 m s.l.m
Superficie 78,46 Km2
Abitanti 1.483 (01-01-2015)
Densità 18,90 ab./Km2
Frazioni Gairo Taquisara
CAP 08040
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105006
Cod. Catasto D859
Nome abitanti Gairesi
Patrono Sant'Elena Imperatrice
Festivo Pentecoste
Sindaco Francesco Piras (31-05-2015)
Sito web

http://www.comune.gairo.og.it/

I primi documenti ufficiali fanno risalire il paese al XIII secolo, anche se è attestata la sua esistenza pure nelle epoche precedenti, come presenza di una popolazione, che aveva il controllo della lunga fascia di terra che dal mar Tirreno, passando dalle valle del Pardu arrivava sino al Flumendosa.

Una leggenda sostiene che il villaggio di Gairo sorse intorno all'ovile di un pastore di Osini, in località Lorista; analoga leggenda riguarda Tertenia. Molto probabilmente Gairo era inizialmente stanziato sulla costa sino alle zone interne pianeggianti di Gusteri.

I suoi confini attuali, dopo l'autonomia ottenuta nel 1984 dalla frazione di Cardedu, sono a nord ovest Arzana lungo il corso del Flumendosa e a nord est con Lanusei, ad est con Cardedu ed il mar Tirreno e a sud ovest con Tertenia, Jerzu, Ulassai, Ussassai, Osini, Ussassai e Seui.

Oggi Gairo è un comune della nuova provincia Ogliastra, situato a circa 700 metri sul livello del mare. Conta 1721 abitanti con la frazione di Taquisara ed ha una superficie di 7846 ettari. Fa parte di Gairo anche l'isola amministrativa che va da Baccu' e Praidas a Capo Sferracavallo più conosciuto come Monte Ferru.

La zona di Taquisara è di tipo dolomitico, con alte pareti calcaree dette Tacchi o Tonneri, altopiani carsici isolati con stratificazione semi-orizzontale, verificatasi dopo il giurassico, profondamente fessurata nelle zone marginali. Da qui si diramano le valli di Baccu Nieddu, Rio Pardu, Genna 'e 'Ua, testimonianze della frattura dell'antico strato di sedimentazione orizzontale.

Caratteristica della zona è Perda Liana, enorme torre calcarea che si innalza isolata e costituisce con i suoi 1293 metri la cima più alta del territorio comunale. Il della Marmora vi rinvenne una grande varietà di fossili che gli permisero di datarne l'età geologica. Il versante del monte Tricoli, dove si trova l'attuale Gairo, è continuamente eroso nel fondo valle dal fiume Pardu.

L'eccezionale pendenza e la degradazione degli scisti, hanno originato coltri detritiche di varia entità accumulatesi nel tempo su uno stratto argilloso impermeabile che, in seguito alle eccezionali alluvioni del 1880, del 1927, del 1940 ed infine a quella del 1951, hanno determinato la ripresa di nuovi smottamenti.

Gianfranco Brandas

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Lunedì, 25 Luglio 2011 22:52

ELINI

COMUNE DI ELINI

 

Elini-Stemma

Altitudine 472 m s.l.m.
Superficie 10,90 km2
Abitanti 566 (01-01-2015)
Densità 51,92 ab./km2
CAP 08040
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105005
Cod. Catasto D395
Nome abitanti Elinesi
Patrono San Gavino Martire
Festivo 25 Ottobre
Sindaco Rosalba Deiana (31-05-2015)
Sito web

http://www.comunedielini.it/

Elini, il più piccolo dei centri ogliastrini per popolazione e territorio, è situato lungo la strada provinciale 23 tra Ilbono e Arzana a quota 472 metri sul livello del mare.

Il suo territorio, esteso su una superficie di soli 1.090 ettari, è morfologicamente eterogeneo. Comprende infatti una zona prevalentemente montuosa e pianeggiante, situata nei pressi della strada statale 125 tra Tortoli e Brisardo, ad una quota di circa 40 metri sul livello del mare, ad una zona prevalentemente collinosa e montuosa che raggiunge il suo limite nel Parco Carmine, situato a quota 800 metri.

La vegetazione varia a seconda dell'altitudine e della morfologia del territorio, ma intorno al paese l'elemento caratterizzante è sicuramente l'ulivo. Il Parco Carmine e la zona detta Su Pardu, situata di fronte al parco immediatamente sotto la SS 389 che collega Lanusei a Nuoro, sono invece ricoperte da una fitta selva di lecci secolari.

In vicinanza e all'interno del paese sgorgano numerose sorgenti, fra le quali è certo degna di nota Funtana Manna, appena fuori dal centro abitato, che eroga abbondanti acque in ogni stagione, un tempo utilizzata dalle donne del paese anche come lavatoio. Dalle sorgenti prendono vita diversi corsi d'acqua, fra i quali il Rio Ceresias che confluiscono nel Rio Perda Rubia, che nel territorio di Ilbono prende il nome di Rio Baunuxi. Dal punto di vista urbanistico il centro abitato presenta delle particolarità rispetto agli altri paesi ogliastrini. Pocchissime sono infatti le costruzioni addossate alla via principale, il che conferisce all'abitato una disposizione particolarmente ariosa che colpisce, per contrasto, il visitatore che vi giunga da Arzana o da Ilbono. Ma a dare al paese un aspetto ancora più caratteristico e ad averne determinato in parte l'assetto urbanistico è la presenza della ferrovia, che lo taglia praticamente in due, e della vecchia stazione ferroviaria in granito, che costituisce virtualmente il centro del paese. Una citazione particolare merita la biblioteca Comunale, fondata nel 1964, una delle prime se non l'unica in Ogliastra in quel periodo, che già nei primi anni '70 contava oltre 4000 volumi e richiamava lettori da tutti i paesi circostanti. Le testimonianze di epoca preistorica sono scarse, e questo è forse in parte da attribuire alle insufficienti indagini archeologiche effettuate. Anche per quanto riguarda l'epoca romana le testimonianze sono del tutto assenti, fatta eccezione per i diplomi di congendo militare rinvenuti tra Elini e Ilbono, che suggeriscono nella zona una presidio militare forse nel Bivio Carmine.

Sandra Olianas

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Lunedì, 25 Luglio 2011 22:50

CARDEDU

COMUNE DI CARDEDU

 

Cardedu-Stemma

Altitudine 49 m s.l.m
Superficie 32,33 Km2
Abitanti 1849 (01-01-2015)
Densità 57,2 ab./Km2
CAP 08040
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105004
Cod. Catasto M285
Nome abitanti Cardedesi
Patrono SS Pietro e Paolo
Festivo 29 Giugno
Sindaco

Matteo Piras (05-06-2016)

Sito web

http://www.comunedicardedu.it/

In Ogliastra, una specie di parco naturale con altipiani e pianure, laghi artificiali e fiumi torrentizi, foreste e boscaglie, spiagge, tonneri e "taccus", lungo la costa è situato un piccolo centro: Cardedu, sorto in seguito all'alluvione di Gairo del 1951, per diventare poi frazione di questo e quindi, nel 1984, comune autonomo. Parte di Gairo si è quindi trasferita là dove, secondo la ricostruzione degli storici, esisteva un insediamento degli antenati dell'attuale Gairo.

I duemila ettari di terreni appartenenti al Comune, ricchi di vegetazione mediterranea e di boschi secolari, con faune e flora uniche, formano un complesso naturalistico eccezionale ruotante intorno al "Monte Ferru" (875 mt s.l.m.) che si specchia nel mare e dove si può arrivare a piedi o in automobile, attraverso vecchi sentieri dei caprai e dei carbonai.

Il mare, con fondo sabbioso e un litorale che alterna piccole insenature a distese di sabbia, scogli, sassi e porfidi rossi a calette incantevoli, crea un paesaggio vario che sopravvive incontaminato e selvaggio. Il mare di Cardedu ha il pregio di essere il posto preferito dai surfisti per il buon vento di scirocco tra i 10 e 15 nodi.

L'agricoltura continua ad essere, come lo era nel passato, un settore importante, forse quello principale, per i terreni fertili della piana. E' facile trovare i prodotti tipici di questo settore: arance, pesche, uva (e quindi vini), miele, formaggio, "casu 'e fitta", "casu agedu", e il latte, dal sapore delicato e dal profumo intenso. Sopravvivono gli artigiani del legno e del ferro. Cardedu possiede anche dei beni archeologici quali nuraghi, "Domus de Janas", un pozzo sacro ("Su Presoneddu").

Non ci sono monumenti storici, stante la giovane età del comune, a parte l'antichissima chiesette campestre della Madonna di Buoncammino, per cui il paese ha adottato la piazzetta, caratteristica e unica nel suo genere, quale centro e salotto del paese. Cardedu poco frequentata d'inverno, si anima d'estate, fino a diventare per due mesi il punto di riferimento per residenti e ospiti/turisti, grazie anche alla manifestazione "insieme a Cardedu", che si svolge al suo interno e durante la quale vengono proposti spettacoli che spaziano dalla musica alla danza, al teatro e al folklore. Specialità gastronomiche sono i "culurgiones", il "gattò" e gli "amaretti" (dolci tipici locali).

 

Alberto Cossu

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Sabato, 23 Luglio 2011 17:46

BAUNEI

COMUNE DI BAUNEI

 

Baunei-Stemma

Altitudine 480 m s.l.m
Superficie 216,45 Km2
Abitanti 3.669 (01-01-2015)
Densità 16,98 ab./Km2
Frazioni Santa Maria Navarrese
CAP 08040
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105003
Cod. Catasto A772
Zona Climatica  D (Gradi Giorno 1.532)
Nome abitanti Baunesi
Patrono San Nicola di Bari
Festivo 6 Dicembre
Sindaco Salvatore Corrias (05-06-2016)
Sito web

http://www.comunedibaunei.it/

 

Baunei ha un territorio assai vasto (216,45 Kmq), aperto a est sul Mar Tirreno, confinante a sud con il territorio comunale di Lotzorai, a sud ovest con quelli di Triei e Talana, a nord ovest con il territorio di Urzulei, a nord, in prossimità della costa, con quello di Dorgali, lungo la linea segnata dalla Codula di Luna, che a nord traccia anche il confine con Urzulei.

Il paese è attraversato dalla statale 125, la strada che da Cagliari giunge ad Olbia, rispetto ai quali Baunei ha una posizione pressoché equidistante. Alla strada statale 125 si congiungono la strada provinciale 63, che conduce alla frazione di Santa Maria Navarrese, la strada che giunge a Pedra Longa, quella che dal centro abitato porta a Golgo e la strada tortuosa che porta a Triei. Le strade interne all'abitato corrono parallele con un irregolarità che segue approssimativamente le curve di livello: esse sono collegate da ripidi vicoli secondari e, di rado, da strette scalinate.

L'abitato di Baunei sorge ai piedi di un versante calcareo poggiante su rocce scistose che formano un ampio versante esposto a sud ovest, segnato da alcune viticole e, nelle aree ricche d'acqua, da culture orticole, scandite in appezzamenti che, alternandosi a vaste aree ormai incolte, seguono il versante fino a digradare verso la piana antistante.

Sulla sommità il bastione calcareo termina con una superficie sub pianeggiante che trova nel vasto sprofondamento calcareo di Golgo (riempito nell'era Quaternaria da una colata di lava basaltica), uno dei luoghi più peculiari del "pianeta Supramonte". Il paesaggio ha una forte connotazione selvaggia e vede nel binomio mare-montagna un connubio naturalistico di pregio assoluto.

Si possono distinguere almeno due grandi zone montane omogenee che si aprono, lungo una linea di costa di singolare impatto, sul mare.

La prima, a nord ovest, copre l'area montana che da Monte Bitzicoro giunge fino all'altopiano di Margine; la seconda, a nord est, comprende una vasto settore centrale dove si estende l'altopiano del Golgo, collegato a sud con Planu Supramonte, incombente sull'abitato, e a sud est con il fronte costiero degli acuti speroni di Punta Ginnirco e Punta Giradili.

Le tracce più remote della presenza dell'uomo nel territorio sono state rinvenute nel deposito antropozoico della grotta di Su Marinaiu, presso Cala Luna: si tratta di resti di ossidiana, selce e ciotole in ceramica d'impasto, elementi che fanno presumere che la cavità fosse abitata nel Neolitico Antico.

Salvatore Corrias

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Sabato, 23 Luglio 2011 17:44

BARI SARDO

COMUNE DI BARI SARDO

 

Bari-Sardo-Stemma

Altitudine 51 m s.l.m
Superficie 37,43 Km2
Abitanti 4.006 (01-01-2015)
Densità 107,04 ab./Km2
CAP 08042
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105002
Cod. Catasto A663
Zona Climatica B (Gradi Giorno 824)
Nome abitanti Bariesi
Patrono Beata Vergine di Monserrato
Festivo 8 Settembre
Sindaco Paolo Sebastiano Fanni (11-06-2012)
Sito web

http://www.comunedibarisardo.gov.it/

L'origine del nome risale probabilmente ad epoca preromana dalla radice mesopotamica "bar" e da "abbarì" (palude).

A seguito dell'unità d'Italia con il Regio Decreto n. 825 del 1862 Carlo Alberto decise di modificarne il nome in Bari Sardo, per non essere confuso con Bari di Puglia.

Il paese sorge a circa 4 Km dal mare, incastonato tra le colline di "Su Planu", "Pitzu 'e Monti", e l'altopiano di "Teccu". Questa sua posizione è stata indotta dalla necessità di proteggersi dalle frequenti incursioni saracene conseguenza delle quali venne fatta erigere per decreto del Re di Spagna, intorno al XVII secolo, la Torre.

L'attuale abitato deriva da un congiungimento degli antichi villaggi sorti intorno alle chiese rurali di "Sant'Antine", "San Leonardo", "Santa Cecilia" e "Santa Susanna", che ancora oggi costituiscono i quattro principali quartieri.

Al centro del paese troviamo una delle più belle chiese ogliastrine e non solo: la chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato, finita di edificare ad inizio '700 con una facciata semplice affiancata da uno splendido campanile in stile rococò piemontese, alto 42 metri aggiunto nel 1813.

Il paesaggio che si sussegue nei pressi dell'abitato è ricco di ulivi, mandorli ed una variegata macchia mediterranea. Ma ciò che colpisce di più di Bari Sardo è il ricchissimo litorale costellato da varie spiagge come quella di "Cea" caratterizzata dagli omonimi faraglioni di porfido rosso, e la lunghissima "Turri" dove si erge la torre spagnola denominata "Torre di Barì" queste due bellissime spiagge vengono interrotte dalla costa rocciosa di "Punta Niedda" che rappresenta il prolungamento a mare dell´altopiano basaltico di "Teccu" formatosi dall´eruzione di un antichissimo vulcano, la cui bocca è ancora visibile nell´altopiano.

La fascia costiera prosegue verso sud con "Su mari 'e is femminas" a testimoniare che fino a svariati decenni fa il "mare degli uomini" era a sinistra della torre e quello "delle donne" a destra, altro nome di quest'ultima spiaggia è "Sa Marina", infine troviamo "Pranargia" che con le zone umide di "Tramalitzia" e "Bau Enì" rappresentano il confine con il Comune di Cardedu.

La tradizione gastronomica si basa sui piatti della vita agropastorale, passando dai "Culurgionis", ad i "Mallureddus", proseguendo con il pane, dal più elaborato pani "Pani Pintau", al "Pistoccu" e "Moddissosu", a "Sa Coccoi" (una focaccia con la zucca), i formaggi, dal classico pecorino a su "Casu Ageru" la cui produzione sta assumendo sempre più rilevanza nell´economia del paese; gli arrosti allo spiedo e i vini rossi e bianchi.

 

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Sabato, 23 Luglio 2011 11:29

ARZANA

COMUNE DI ARZANA

 

Arzana-Stemma

Altitudine 672 m s..lm
Superficie 162,6 Km2
Abitanti 2.557 (30-11-2009)
Densità 16,79 ab./Km2
CAP 08040
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105001
Cod. Catasto A454
Nome abitanti Arzanesi
Patrono San Giovanni Battista
Festivo 24 Giugno
Sindaco Marco Melis (31-05-2010)
Sito web

http://www.comunediarzana.it/

 

Il territorio comunale di Arzana, uno dei più vasti dei paesi dell'Ogliastra, si estende per circa 16.250 ettari. L'estensione maggiore è quella attorno al centro abitato, situato a mezza costa del Monte Idolo, fino a raggiungere il confine con Desulo ed Aritzo a nord ovest, con Villagrande a nord, ad est con Elini e Tortolì, a sud est con Lanusei e Gairo, e a sud ovest con Seulo e Seui. La vastità del territorio comunale accoglie bellezze naturalistiche disparate: i tassi secolari di Tedderì e di Mattaranu, classificati tra i più antichi d'Europa; la massima vetta della Sardegna Punta La Marmora, innevata per gran parte dell'anno; le cascate di Piricanis; il Lago Alto del Flumendosa; una fauna variegata che vanta ancora una discreta presenza di mufloni; piante endemiche rarissime, dalle proprietà medicinali, che crescono tra i ginepri, i pruni, l'agrifoglio, le ginestre e gli aceri; fiumi e torrenti in abbondanza. Il paese è sorto e si sviluppa attorno alla fonte detta "Suya" che si trova, attualmente, nella piazza Roma, sita accanto alla chiesa di San Giovanni Battista, patrono del paese. Le origini del nome Arzana sono, ancora oggi, oscure. Secondo la teoria più accreditata, deriverebbe dal latino aer sana, che metteva in risalto l'aria buona che si respirava data la favorevole posizione geografica del paese. Non è possibile risalire al momento della fondazione del paese nel suo attuale sito, ma la frequentazione del territorio è attestata certamente in età prenuragica, attestata dalla presenza della domus de janas di perdixi e in epoca nuragica. Le testimonianze archeologiche relative al periodo nuragico ubicate in diversi punti nel territorio sono numerose, tra queste per dimensione è fama spicca il villaggio nuragico di Ruinas i cui ruderi, si ergono incuranti del tempo ad un altitudine di 1.205 metri sul livello del mare. Il villaggio nuragico di Ruinas che conta oltre 200 case circolari e due torri è stato definito da Giovanni Lilliu, "il più alto della Sardegna". Il 47% della superficie a seminativi è destinata alla coltivazione dei cereali e la restante al foraggio. Molto diffusa è la coltivazione dell'olivo.

Caterina Nieddu

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