Domenica, 06 Dicembre 2015 21:07

Torre di San Gemiliano

La torre, dal nome originario di Taratasciàr (in arabo "tredicesima torre") è nota anche con i nomi di torre Zaccurru, torre di Punta San Milano, torre del Soccorso a Punta Milano. Si erge in agro di Tortolì nei pressi della Marina di San Gemiliano e nell'antichità controllava la spiaggia di Orrì e di Cea ed era in contatto diretto con le torri di Barì, a Sud e con la torre di Bellavista (non più esistente) a Nord-Est.

Si trova a 42 metri s.l.m. ed è stata eretta in granito locale con una struttura architettonica particolarmente slanciata.

La forma è troncoconica, con 12 m di altezza per soli 7 m di diametro; la camera interna, dove alloggiava la guarnigione, è posta a circa 4 metri d'altezza ed è costituita da un piccolo vano voltato a cupola di circa 13 mq. A questo ambiente, detto anche Casamatta, si accede attraverso un boccaporto mentre per accedere alla Piazza d'armi, cioè al terrazzo superiore esterno, si utilizzava una scala di legno che passava tramite un'apertura praticata nella volta della casamatta.

Inizialmente non prevista in progetti cinquecenteschi, la torre risale probabilmente al primo quarto del XVII secolo; è, infatti, registrata nella Carta sulla descripcion de la Isla Y Reyno de Sardena, di Francesco Vico del 1639.
Nuovamente citata da documenti del 1720, quali la relazione del I° commissario di artiglieria, fabbriche e fortificazioni, Cagnoli, il fortilizio appareva in buono stato, mancandovi solamente una porta.
La torre, pur essendo stata progettata con funzioni di guardia, poteva anche essere utilizzata per la difesa leggera. Dalla relazione del 1767 del piemontese Ripol, si documenta la presenza di un capitano della torre (l'alcaide) e di due soldati mentre l'arsenale era costituito da sei fucili, due spingarde e un cannone.

Nel 1798 furono approntati dei lavori di riparazione su progetto del capitano ingegnere Marciot a seguito di forti danneggiamenti provocati da un fulmine.
Da una relazione del 1828 si ricava che la torre versava in una situazione così disastrosa che la guarnigione era costretta ad alloggiare nella vicina chiesetta di San Gemiliano. A seguito di questa segnalazione, fu incaricato l'architetto Melis di eseguire un progetto di restauro, completato due anni dopo.

Dopo la soppressione, nel 1842, della Reale Amministrazione delle Torri, la torre risulta sotto l'amministrazione del "Iudicado de Ollastre", come quelle di Bari Sardo e di Larga Vista; soltanto qualche anno dopo, fu dismessa.

Attualmente, a seguito di alcuni interventi conservativi, è stata resa visitabile attraverso alcune scale in metallo che permettono di accedere sia alla casamatta che alla piazza d'armi dalla quale si gode una splendida vista su buona parte del litorale ogliastrino.

La torre è visitabile gratuitamente accedendo da una scala a pioli in ferro esterna

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Giovedì, 03 Dicembre 2015 12:11

Torre di Arbatax (San Miguel)

La torre di Arbatax (chiamata anche di San Miguel) è stata edificata prima del 1572 poichè viene citata in quell'anno come già operativa dalla relazione del Camos.

E' opinione diffusa che il nome del borgo derivi dall'arabo "Arba ‘at ‘ashar" che significa quattordici, poichè questa è la quattordicesima torre partendo dal sud dell'Isola.
Come riportato dal Fara, subì almeno tre attacchi dei barbareschi, nel 1601 perì l'alcaide Antonio Zurita, nel 1688 caddero due torrieri e nel 1696 ne morì uno.
Era presidiata da un artigliere e tre soldati governati da un alcaide.
La posizione baricentrica la fece diventare un strategico deposito munizioni per tutte le altre torri ogliastrine.

La solida struttura troncoconica in granito e porfido si sviluppa, con un diametro alla base di 10 metri e un'altezza di 12, su due piani di cui il primo con volta a cupola ed il secondo con soffitto piano, entrambi con pilastro centrale. Fino alla prima metà del XIX secolo, quando furono realizzate le strutture portuali, la torre era lambita dall'acqua, ora sorge a circa 4 metri sul livello del mare.

Ha subito alcuni interventi di adeguamento e una costante manutenzione dalla Guardia di Finanza che l'ha adibita a caserma fino alla fine degli anni '90. Attualmente è in discreto stato di conservazione e nonostante la proprietà sia del demanio marittimo dal 2000 è nella disponibilità del Comune di Tortolì che la utilizza per eventi e mostre.

Esiste un progetto di riconversione a Museo del mare d'Ogliastra.

Visitabile occasionalmente in relazione ad eventi

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Giovedì, 03 Dicembre 2015 11:57

Torre di Santa Maria Navarrese

La torre di Santa Maria Navarrese (chiamata anche di Santa Maria del mare), che sorge a dominio della bellissima spiaggia del borgo, è stata edificata tra il 1578 ed il 1584. Subì diversi attacchi dei barbareschi e fu ristrutturata tra il 1785 ed il 1790.

Armata con due cannoni e quattro spingarde, era presidiata da un artigliere e tre soldati comandati da un alcaide. La posizione ne permetteva il contatto visivo con il punto di guardia di Capo Montesanto e con le torri di Arbatax e Capo Bellavista.

Costruita in calcare si sviluppa su due piani con volta a cupola e pilastro centrale, il diametro è di circa 12 metri.

Venne dismessa dalle sue funzioni difensive nel 1843 e successivamente subì alcuni rimaneggiamenti che ne modificarono la fisionomia, per esempio l'altezza originaria di 10 metri fu elevata a 14 per la costruzione di un terrazzo e di un nuovo piano per essere adibito prima in uffici e poi in abitazione privata.

Attualmente è in discreto stato di conservazione e viene impiegata dal Comune di Baunei per eventi e mostre.

Visitabile occasionalmente in relazione ad eventi

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Martedì, 12 Gennaio 2016 23:32

Torre di Barì

Descrizione

La torre spagnola di Barì sorge a circa 6 m slm, su un piccolo promontorio roccioso che avanza dalla linea di costa, ed è orlata da una spiaggia sabbiosa alla quale la torre ha dato il nome.

E' stata chiamata anche torre di Sant'Antonio di Barì, torre di Barry, torre di Abbai e torre vecchia di Barì.

La sua erezione fu consigliata nel 1572 dalla relazione del capitano di Iglesias, Marco Antonio Camos, a seguito di un censimento delle coste della Sardegna dei siti più frequentati dai corsari. Non è documentata la data esatta di costruzione, avvenuta a seguito dell'Editto di Filippo II° di Spagna del 1580 ma alcuni testi ne riportano il suo completamento tra il 1590 e il 1594. Ad ogni modo la sua esistenza prima della fine del XVI secolo, è attestata dal "libro dei matrimoni" della parrocchia, nel quale è scritto che tale Leonardo Lucio Lobina di Oristano, testimone di un matrimonio celebrato il 20 febbraio 1597, era ... alcaitu de sa turri de sa presenti villa ... alcaide della torre di questo villaggio.

Come è presumibile, la torre aveva funzioni di vedetta e, con una visuale di 15 km, osservava la zona che si estende da Capo Bella Vista a Capo Sferracavallo essendo in contatto visivo con le torri di Bellavista e di San Gemiliano a Nord e con la vedetta di capo Sferracavallo a Sud. Controllava anche la foce del Rio Mannu, meta cara ai pirati per l'approvvigionamento idrico.

Per la costruzione della Torre di Barì sono state usate rocce granitiche e basaltiche, utilizzando il materiale costruttivo disponibile in loco. La sua struttura perfettamente funzionale, nella forma tronco conica ha un'altezza di 12,75 m e diametro di 11,4 m alla base e 8 m al terrazzo dava una grande stabilità alla base, utile per sopportare le vibrazioni delle proprie cannonate e le bombarde nemiche.

Era presidiata da una piccola guarnigione ridotta al cosiddetto alcaide (il capitano della torre) e a due soldati. Fu danneggiata a seguito di uno scontro a fuoco con i saraceni nel maggio del 1748, e alla fine del secolo sono documentate riparazioni del mastro Mameli, mentre un intervento più radicale fu effettuato nella primavera del 1828. Nello stesso periodo la guarnigione alloggiava a Bari Sardo, continuando i suoi compiti di guardia. Nei due anni successivi, su progetto dell'architetto Melis, si pose fine alla ristrutturazione.

Nel 1842, fu soppressa la Reale Amministrazione delle Torri e l'anno successivo la torre fu dismessa. Durante la seconda guerra mondiale fu nuovamente riutilizzata come posto di vedetta.

Verso la fine degli anni '60 l'allora Sindaco Italo (Tattalu) Todde concesse in locazione la torre ad una famiglia di Jerzu che la adattò ad abitazione per qualche anno. Dal 2014 il Comune di Bari Sardo concede l'area come location per celebrare matrimoni con rito civile.

Ingresso

Visitabile occasionalmente in relazione ad eventi e mostre

Mappa

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