Alessandro Aresu

Alessandro Aresu

Lunedì, 21 Marzo 2016 19:39

Sa grutta de Cristolu Locci

Nella parte occidentale del bosco Selèni a Lanusei, ai margini dell’altopiano, dove il terreno si fa scosceso e la vegetazione sempre più fitta, sono presenti particolari rocce granitiche di notevoli dimensioni. All’interno di una di queste, ubicata più precisamente a valle rispetto alle fonti di Su Samuccu e Sipàri, è situata una grotta chiamata "sa grutta de Cristolu Locci".

Cristolu1  Cristolu2  Cristolu5

Lo scrittore e generale Angelino Usai, nel libro "Il villaggio nuragico di Lanusei" (1970), narra che secondo la tradizione popolare in questa grotta granitica visse un certo Cristoforo Locci, conosciuto col soprannome "miarru-miarru", descritto come un individuo estremamente pericoloso per la società ed abile nel sottrarsi alle forze di polizia. La vita da bandito di Cristolu non durò comunque a lungo, infatti venne alla fine acciuffato da cacciatori di Lanusei e Gairo e giustiziato non con una semplice fucilata ma, dopo esser stato percosso con verghe e bastoni, fu spinto giù da un precipizio (richiamando così l’antico rito de "sa babaiecca").

Cristolu3  Cristolu4

Parlando con alcuni anziani del paese che hanno vaghi ricordi di questa leggenda tramandata di padre in figlio è curioso ricordare come questi, meno verosimilmente, attribuiscano le cause della morte ad un bue scagliatosi contro l’uomo che si apprestava a sgozzarlo.

Angelino Usai scrive ancora che l’unica notizia veramente certa, tramandata da alcuni testimoni oculari, è che nella fine del XIX secolo, nella grotta di Cristolu Locci trovarono sicuro rifugio alcuni banditi dell’Ogliastra e della Barbagia di Belvì tra i quali Liberato Onano e Michele Moro (sopranominato Torracorti) .

Nel 1994 il Gruppo Grotte Ogliastra ha localizzato, esplorato e rilevato la grotta che si apre tra le fratture del granito e presenta 2 ingressi diametralmente opposti; raggiunge 25 metri di lunghezza, 29 di sviluppo e 11 di dislivello, misure che rappresentano quasi un record visto il tipo di roccia.

Nel catasto speleologico regionale è identificata con il numero 186 SA/NU GRUTTA 'E CRISTOLU LOCCI.

 

Cristolu Rilievo

Sabato, 22 Febbraio 2014 01:09

Gruppo Folk Villagrande Strisaili

Gruppi Folk San Gabriele e Santa Barbara

Nella cittadina di Villagrande Strisaili è presente una forte tradizione folkloristica, data anche dall'esistenza di due associazioni che promuovono e valorizzano la cultura e le antiche tradizioni del territorio. Il gruppo folk San Gabriele e il gruppo folk Santa Barbara indossano tipologie di costumi risalenti ai primi del novecento, e la scelta degli abiti deriva da uno studio effettuato da Antonello Cannas nel 1970. Tra gli studiosi che hanno fatto dei riferimenti agli antichi abiti di Villagrande ricordiamo tra gli altri Angius, Casalis e La Marmora. 

Giovedì, 24 Ottobre 2013 16:37

Gruppo Folk Baunei

Associazione Culturale tradizioni popolari Gruppo folk Baunei

L’associazione culturale tradizioni popolari gruppo folk Baunei nasce il 15 marzo 2006 da un gruppo di giovani che ha deciso di riportare sulle piazze i vecchi balli ormai dimenticati da tutti come “su ballu torrau” e “su ballu ‘e ischina”. L’intento del gruppo è di approfondire e tramandare le proprie tradizioni per offrire ai tanti visitatori non solo le bellezze naturali del territorio ma anche la storia e la cultura di un popolo.

Giovedì, 15 Agosto 2013 23:40

Gruppo Folk Urzulei

Associazione turistica Pro loco Urzulei

Recentemente ricostituita nel suo organigramma, la Pro loco Urzulei continua il suo lavoro di collaborazione con l'Assessorato al turismo e tutte le associazioni locali nell'organizzazione di eventi a carattere turistico, sportivo e culturale. Attualmente si occupa della ricostituzione del Gruppo folk in attesa che anch'esso possa lavorare in autonomia.

Martedì, 19 Marzo 2013 17:33

Gruppo Folk Ulassai

Gruppo Folk Ulassai Santa Barbara

Il primo gruppo folk a Ulassai è nato intorno agli anni ’80. Il costume del paese è stato poco contaminato dal tempo e, grazie al sapiente lavoro di studio della proloco, sono state riportate le caratteristiche pressoché originali di quello che era l’abito degli antichi ulassesi.

 

Costume maschile

“Sa berritta” è un copri capo nero fatto in orbace (tessuto in lana la cui particolare lavorazione risale ad epoche sarde molto antiche), e presenta un doppio strato tubulare che la fa rimanere più rigida. È lunga e viene indossata piegata sul capo.

“Sa camisa” è la camicia bianca tipica a maniche lunghe con colletto alla coreana.

Martedì, 17 Marzo 2015 14:13

Sa Trattalia

Cos'è Sa Trattalia

"Sa trattalìa" è un particolare piatto della tradizione pastorale sarda e in particolare ogliastrina che ha come ingredienti principali le interiora dell’agnello o del capretto.

La preparazione di questo piatto è tipica in tutta la Sardegna ma la variante che viene prodotta in Ogliastra ha le caratteristiche riportate nella seguente ricetta.

Martedì, 17 Marzo 2015 13:59

Sa Corda - La Treccia

"Sa corda" (in italiano "treccia") è una pietanza sarda dal sapore intenso e gradevole di origine strettamente pastorale, molto conosciuta in Ogliastra.

Giovedì, 06 Marzo 2014 23:21

Brodu cun Fiocchetta

Brodo con formaggio e uova sbattute

Su brodu cun fiocchetta è una ricetta antica della tradizione lanuseina risalente almeno ai primi del ‘900.

Procedimento

Si prepara per prima cosa il brodo utilizzando una pentola abbastanza capiente vi mettiamo della carne di bovino adulto (costato, osso buco e ritagli), cipolle, sedano, pomodoro secco, sale e acqua, e si lascia cucinare a fuoco lento per circa 4 ore.

Coliamo il brodo e lo versiamo in un altro recipente.

A questo punto sbattiamo delle uova con del pecorino stagionato grattuggiato (per 4 persone prendiamo 4 uova e intorno ai 150 grammi di formaggio) e le mischiamo al brodo di carne.

Rimettiamo il composto a cucinare a fuoco lento per qualche minuto girandolo accuratamente con un mestolo.

Si otterrà un brodo di una certa densità molto saporito e sostanzioso.

Questa pietanza veniva preparata in occasione dei matrimoni, il brodo di carne ( che ne costituisce la base) infatti era considerato una portata speciale, la carne non era un alimento di uso comune, arricchito poi con formaggio e uova era una prelibatezza cui si riservava un'occasione specialissima appunto come il matrimonio.

Sabato, 30 Aprile 2011 22:44

S'Anguli 'e Cibudda

anguli-e-cipudda1

S'anguli 'e cipudda come la gran parte delle pietanze ogliastrine è un piatto povero della cultura agropastorale delle nostre terre. Può essere considerata come un primo, viste le caratteristiche nutrizionali di questo alimento. S'anguli 'e cipudda viene più di frequente consumata come smurgiu (pasto veloce) durante la raccolta delle olive o le vendemmie. La preparazione, come gli stessi ingredienti, è molto semplice: si tagliano a piccoli pezzi cipolle, zucca (o zucchine) e pomodori freschi maturi, a cui si aggiunge del casu 'e vita (formaggio salato) e/o del pecorino, olio d'oliva, ciccioli (s'erda in sardo)o lardo di maiale ed infine del sale, stando attenti a non esagerare se si è utilizzato il formaggio salato. A questi ingredienti si aggiunge della farina, e si impasta con le mani finchè i liquidi prodotti dal taglio delle verdure non vengono completamente assorbiti. La cottura come per sa coccoi prena può avvenire nel tradizionale forno a legna o più semplicemente in quello domestico. Quando s'anguli 'e cibudda viene cotta nel forno a legna è tradizione spalmare l'impasto su delle foglie di cavolo o di castagne per evitare che si sporchi con la cenere. La cottura può variare dai 20-30 minuti a seconda della temperatura del forno.

In alcuni paesi ogliastrini, come Bari Sardo, viene chiamata Coccoi.