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Giorgio Altieri

Giorgio Altieri

Domenica, 27 Marzo 2016 19:35

Mustacciolus ogliastrini

Cosa sono i Mustacciolus

I Mustaccioli sono un dolce della tradizione sarda che in ogni territorio ha delle varianti più o meno marcate.

In Ogliastra, soprattutto nelle zone montane, i mustaccioli sono caratterizzati dalla presenza delle mandorle, delle noci e dell'uvetta.

Ricetta dei Mustacciolus ogliastrini

Ingredienti

  • 1 Kg di Farina
  • 2 bustine di lievito
  • 400 gr. di zucchero
  • Latte q.b.
  • 4 uova
  • 2 limoni grattuggiati
  • 400 gr. uvetta
  • 400 gr. mandorle
  • 400 gr. noci

Preparazione

Tostare le mandorle e le noci in forno per 10 minuti a 100° C

Versare in una ciotola tutti gli ingredienti

Amalgamare il tutto con un poco di latte per volta fino ad ottenere una consistenza morbida

Stendere l'impasto prima con le mani e poi con l'aiuto di un mattarello per raggiungere uno spessore di 2 cm

Tagliare l'impasto con delle formine romboidali

Una volta ottenuti i rombi prima di metterli in cottura spennellarli leggermente con un'emulsione di uovo

Cottura

In forno per 45 minuti ad una temperatura di 100° C

 

 

Livello d'istruzione in Ogliastra

I dati relativi al grado di istruzione della popolazione residente rilevati dall'Istat nell'ultimo censimento della popolazione e delle abitazioni 2011 fanno emergere una situazione non proprio rosea per il territorio ogliastrino.

La quota di laureati dei residenti in Ogliastra con più di 6 anni si ferma solo all'8% ben 2 punti percentuali in meno rispetto alla media regionale e 3 in meno di quella nazionale. Ancora peggio se si confrontano i dati relativi ai diplomati che nel 2011 rappresentavano il 22% della popolazione ogliastrina contro il 26% di quella sarda e il 31% di quella italiana. Coloro che hanno raggiunto la licenza di scuola media inferiore o di avviamento professionale in Ogliastra raggiungono il 38% mentre si riscontrano valori più bassi in Sardegna (35%) e in Italia (30%). Paragonabili invece i valori della popolazione con licenza di scuola elementare che rappresentano il 20% del totale. La popolazione ogliastrina alfabeta ma priva di titolo di studio raggiunge l'11% dei residenti, percentuale superiore di 3 punti rispetto al confronto sardo e italiano. Infine i valori riferiti agli analfabeti non mostrano apprezzabili scostamenti dall'1% del totale in tutti i tre confronti territoriali.

Ogliastra Istruzione2011 confronto

 

Livello d'istruzione nei Comuni d'Ogliastra

Scendendo alla scala comunale solo il Comune di Lanusei (con 11,3%) ha una quota di laureati superiore alla media nazionale, seguito da Jerzu (10,5%), Villagrande Strisaili (10,3%) e Tortolì (9,9%) che comunque evidenziano valori maggiori alla media regionale. La classifica della quota di popolazione che ha conseguito titoli universitari in Ogliastra è chiusa da Triei (3,0%), Talana (3,3%) e Gairo (3,8%).

Confrontando invece la situazione sui diplomati si nota che solo Tortolì e Lanusei, rispettivamente con 27,4% e 26,7%, hanno valori maggiori della media sarda (26,3%) ma comunque inferiori alla scala nazionale (30,6%). Anche in questa ripartizione in fondo alla graduatoria si collocano Gairo (12,3%) e Triei (15,6%)  

Analizzando la quota di popolazione analfabeta emerge che ben 15 Comuni su 23 hanno valori superiori alla media regionale di 1,3%, in particolare in cima questa classifica negativa si piazzano Urzulei (2,5%), Loceri (2,4%) e Triei (2,0%). Al contrario i valori migliori si riscontrano a Elini (0,4%), Jerzu (0,5%) e Cardedu (0,6%).

Ogliastra Istruzione dati2011

Purtroppo Istat non ha ancora rilasciato i dati a livello comunale disaggregati per classi di età, infatti sarebbe interessare analizzare il tasso di laureati nella fascia di età 30-34 anni confrontandolo con quello indicato dall'UE nella strategia "Europa2020" che ha fissato come obiettivo il 40% della popolazione in questa fascia d'età.

"Studiate perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza" esortava Gramsci nel 1919 e nonostante siano quasi passati cent'anni probabilmente non c'è incitamento più attuale anche per l'Ogliastra, visto che per affrontare qualsiasi sfida in tema di sviluppo del territorio non si può non partire dall'istruzione.

 

Domenica, 28 Febbraio 2016 16:05

Linea verde Ogliastra: vivere cent'anni

Di seguito potete rivedere la puntata di Linea Verde andata in onda Domenica 28/02/2016.

I conduttori Patrizio Rovelli e Daniela Ferolla ci raccontano l'Ogliastra e la Barbagia analizzando il rapporto tra ambiente e alimentazione che dona a questo territorio il record di longevità maschile e l'inserimento tra le 5 Blue Zone

 

Il 2 febbraio 2016 è stata deliberata la proposta di ridefinizione della rete ospedaliera (DGR n. 6/15) che a breve sarà portata in Consiglio Regionale per essere approvata.

IL REGOLAMENTO NAZIONALE

Tale riforma è imposta dal Regolamento nazionale dell'assistenza sanitaria (Decreto del Ministero della Salute del 2 Aprile 2015 n. 70) e prevede che gli ospedali siano classificati su tre livelli:

  • Ospedali di base
  • Ospedali di I livello
  • Ospedali di II livello

Questa ripartizione è calibrata in riferimento alle funzioni attribuite nell'ambito dell'emergenza urgenza, delle specialità mediche presenti e del bacino di popolazione servito;

All'art. 3 si prevedere che le Regioni a Statuto speciale possano andare in deroga per tenere in considerazione "le peculiarità demografiche e territoriali di riferimento della loro autonomia organizzativa".

LA PROPOSTA DI RIDEFINIZIONE DELLA RETE OSPEDALIERA

Il presidio ospedaliero di Lanusei viene classificato come "Ospedale Nodo della Rete Ospedaliera" (a cavallo tra ospedale di base e quelli di I livello) poichè il I livello prevede un bacino di utenza minimo di 150 mila abitanti.

Rispetto all'Ospedale di base alla struttura vengono riconosciuti i servizi già presenti:

  • Centro traumi di zona (CTZ): che garantisce h24, il trattamento in modo definitivo di tutte le lesioni tranne quelle connesse alle alte specialità
  • Stroke Unit: solo pronto soccorso per la presa in carico del paziente nella fase ospedaliera della gestione dell’ictus.
  • Neonatologia: il punto nascita di Lanusei sarà tenuto aperto a prescindere dal rispetto dei parametri quantitativi ma sarà sottoposto a monitoraggio costante e, con cadenza annuale, ad una valutazione della qualità delle cure erogate, sulla base di indicatori specifici di processo e di esito;

Non viene ancora concessa l'apertura della sala di emodinamica finanziata nel 2010 con 700mila euro di fondi FESR per le ASL svantaggiate e che attualmente risulta installata e collaudata. Questo nonostante le rassicurazioni dell'Ass.re Arru 14 settembre 2015: "La riforma della Rete ospedaliera verrà rivista nella parte che riguarda l’Ogliastra, inserendo il laboratorio sperimentale di emodinamica, come da impegno assunto con la Comunità ogliastrina."

I MOTIVI DELLA PROTESTA

Il declassamento dell'Ospedale di Lanusei non garantisce il futuro mantenimento dei livelli di assistenza attualmente erogati in Ogliastra e conquistati in 30 anni di autonomia decisionale e bilanci in attivo.

Con l'imminente riorganizzazione delle ASL e la recente riforma degli Enti Locali, l'Ogliastra potrebbe perdere l'autonomia decisionale e con un Ospedale di base, sarà facile perdere servizi a favore delle aree più forti, Nuoro e Cagliari.

COSA SI CHIEDE

Il riconoscimento del Presidio Ospedaliero di Lanusei come Ospedale di I livello in deroga alla norma nazionale (come previsto da Regolamento nazionale) in ragione delle peculiarità demografiche e territoriali.

La parità di accesso a TUTTI i servizi minimi di Cittadinanza (Sanità, Giustizia, Istruzione) anche nei territori periferici.

RICHIESTA PRETESTUOSA?

Questa protesta agli occhi di un non ogliastrino potrebbe essere vista come pretestuosa, perchè: Come fanno appena 60.000 abitanti a chiedere un presidio di primo livello quando la sanità è in forte crisi?

  • La ASL dell'Ogliastra nei 30 anni di autonomia ha dimostrato pratiche virtuose e bilanci in attivo (Il buco della Sanità non è stato fatto in Ogliastra)
  • L'Ospedale di Lanusei ha già ora quasi tutte le funzioni di I livello e quelle mancanti potrebbero essere reperite dalla rete regionale.
  • I tempi di percorrenza verso Nuoro o verso Cagliari sono proibitivi per quasi tutti i centri dell'Ogliastra e per un paziente di Ussassai, di Urzulei o di Tertenia potrebbero voler dire vita o morte.
  • Le dinamiche turistiche conducono in Ogliastra una popolazione aggiuntiva di circa 150.000 individui in più rispetto ai residenti.

 

La motivazione più forte rispetto a questa battaglia è che il tema dello spopolamento delle aree interne è perennemente al centro del dibattito politico ma continuano a non vedersi gesti concreti che vogliano invertire questa tendenza.

 

 

Chiedere la parità di accesso a TUTTI i servizi minimi di Cittadinanza (Sanità, Giustizia, Istruzione) anche nei territori periferici, non è una richiesta pretestuosa ma è una necessità di SOPRAVVIVENZA.

 

 

Mercoledì, 27 Gennaio 2016 19:06

Ogliastra - La Blue Zone

Ogliastra - La Blue Zone

Agli inizi del 2000 il dottore e statistico medico Gianni Pes e il demografo belga Prof. Michel Poulain visitarono decine di Comuni in Sardegna per esaminare i certificati di nascita e di morte degli archivi comunali.

Scopo dell'analisi era il calcolo dell'indice di longevità estrema (Extreme Longevity Index - ELI), definito come la percentuale di persone nate in Sardegna tra il 1880 e il 1900 diventati centenari.

Perchè Blue Zone

Quando riscontravano un alto tasso di longevità in un Comune cerchiavano l'area della cartina con inchiostro blu, dando così origine a ciò che prenderà il nome di Blue Zone.

I loro risultati furono pubblicati nel 2004 su Experimental Gerontology con il titolo: Identification of a geographic area characterized by extreme longevity in the Sardinia island: the AKEA study.

La Zona blu della Sardegna coinvolge i paesi montani dell'Ogliastra (Villagrande Strisaili, Arzana, Talana, Baunei, Urzulei, Ulassai e Perdasdefogu), e della Barbagia (Tiana, Ovodda, Ollolai, Gavoi, Fonni, Mamoiada, Orgosolo, Oliena). Nella Provincia di Cagliari pur non esistendo una zona omogenea, sono comunque riscontrabili caratteristiche simili in alcuni centri distanti tra di loro (Teulada, Seulo e Orroli).

Centenari da record in Ogliastra

In Ogliastra in particolare si evidenziano 2 primati mondiali certificati:

Fattori della longevità

Gli studiosi Pes e Poulain ritengono che la longevità nella zona blu dell'area montana della Sardegna centrorientale sia da ricercare nelle caratteristiche ambientali, nello stile di vita e nell'alimentazione che potrebbero essere fattori più determinanti della genetica.

Le altre Blue Zones

Anche con il contributo dell'esploratore e scrittore Dan Buettner, con dati empirici e osservazioni in prima persona, sono state identificate 5 zone blu nel mondo: Okinawa (Giappone) Sardegna (Italia) Nicoya (Costa Rica) Icaria (Grecia) Loma Linda (California).

 

Per ulteriori informazioni:

Blue Zone della Sardegna su National Geographic

Sito dedicato alle Blue Zone

Sabato, 16 Gennaio 2016 12:44

Torre di San Giovanni di Sarrala

Descrizione

Presso la bella spiaggia di Melisenda, su un piccolo promontorio a circa 19 m slm si erge la Torre di San Giovanni di Sàrrala o di Tertenia.

Da oltre venticinque anni il Sole 24 Ore misura la vivibilità delle province italiane, elaborando una serie di dati statistici e stilando una classifica finale che li incrocia tutti.

L'Ogliastra nel 2015 si è piazzata al 50° posto su 110 provincie indagate migliorando di 8 posizioni rispetto al 2014.

In particolare lo studio prende in esame sei ambiti principali composti a loro volta da numerosi indicatori.

Di seguito sono riportati i piazzamenti dell'Ogliastra nel 2015:

  • Tenore di vita: 86° posto (-16 rispetto al 2014)
    • Indicatori: il valore medio delle pensioni, i consumi per famiglia o il costo delle case al metro quadro;
  • Affari & Lavoro: 97° posto (-43 rispetto al 2014)
    • Indicatori: il numero di imprese registrate ogni cento abitanti, il tasso di occupazione e quello di imprenditorialità giovanile;
  • Servizi & Ambiente: 49° posto (+2 rispetto al 2014)
    • Indicatori: la disponibilità dei posti negli asili, l’indice di Legambiente, quello di smaltimento delle cause civili, la copertura della banda ultra larga e il tasso di emigrazione ospedaliera;
  • Popolazione: 2° posto (+38 rispetto al 2014)
    • Indicatori: la densità per chilometro quadrato, il saldo migratorio, le separazioni ogni 10mila coppie sposate, numero medio di anni di studio degli abitanti;
  • Ordine pubblico: 2° posto (+46 rispetto al 2014)
    • Indicatori: percentuale di furti in casa, rapine, estorsioni e truffe;
  • Tempo libero: 101° posto (-55 rispetto al 2014)
    • Indicatori: il numero di biglietti staccati in cinema e teatri, presenza di turisti stranieri, numero di librerie, cinema, bar e ristoranti ogni 100mila abitanti.

Analizzando nello specifico la situazione ogliastrina emergono due importanti balzi in classifica arrivando a degli ottimi piazzamenti al 2° posto nell'area "Popolazione" e "Ordine pubblico" questo principalmente è dovuto, per il primo ambito, alla più bassa densità demografica d'Italia (31 ab/Kmq) e al ridotto numero di separazioni (41 ogni 10.000 famiglie) mentre per il secondo ambito, alla riduzione dei reati complessivi tra il 2011 e il 2014, al basso numero di furti in casa (130 ogni 100.000 abitanti) e ai quasi assenti scippi e borseggi (14 ogni 100.000 abitanti). Questi ultimi due valori sono ancora più comprensibili se confrontati con i valori dei furti in casa di Ravenna (839) o i borseggi di Rimini (1063) ogni 100.000 ab.

Il piazzamento peggiore si riscontra nella categoria "Tempo libero" al 101° posto con una caduta di 55 posizioni. Gli indicatori che hanno portato a questa situazione sono l'ultima posizione nazionale nell'indice di sportività e nell'esiguo numero di librerie (3 per 100.000 abitanti).

Altri valori poco lusinghieri si riscontrano nell'area "Affari & Lavoro" 97° posto e in quella "Tenore di vita" 86° posto entrambi in riduzione rispetto al 2014, mentre per la categoria "Servizi & Ambiente" la posizione raggiunta dall'Ogliastra è di mezza classifica (49°).

 

Il resto della classifica su: http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2015_dati/home.shtml

 

Nell'Ottobre 2014 la Regione Autonoma della Sardegna, tramite i fondi del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013, ha pubblicato il bando relativo alla misura 321 "Servizi essenziali per l'economia e la popolazione rurale". Dalla conclusione del procedimento è passato circa un anno, e finalmente venerdì scorso sono state consegnate ai Comuni e alle Unioni dei Comuni le prime 63 macchine escavatrici di tipo terna (prodotte dalla JCB modello 4CX Eco).

I Comuni potevano partecipare al bando in forma aggregata o in forma singola per aggiudicarsi i mezzi secondo le 2 azioni specifiche:

  • Azione 3 "Servizi ambientali" per acquisire mezzi speciali (Autocarri attrezzati, Macchine operatrici, Fuoristrada) allestiti per la manutenzione del territorio, la cura, il ripristino e la tutela ambientale, così da garantire un presidio più efficiente in particolare delle aree rurali.
  • Azione 6 "Avviamento di servizi comunali e/o intercomunali di trasporto locale" per acquisire mezzi di trasporto allestiti anche per i passeggeri diversamente abili, con la finalità di attivare una rete di collegamenti per rendere più fruibili i servizi presenti sui territori da parte dei cittadini.

Tutti i Comuni ogliastrini, singoli o associati, che hanno partecipato al bando sono stati ammessi a beneficiare dei mezzi richiesti.

Dei 266 mezzi acquistati dalla RAS 16 sono stati aggiudicati in Ogliastra.

In particolare agli Enti ogliastrini verranno consegnati:

  • n. 2 Autocarri attrezzati
  • n. 3 Macchine operatrici
  • n. 7 Fuoristrada
  • n. 4 Minibus

Nella tabella di seguito vengono elencati gli Enti beneficiari: 

AZIONE 3 "Servizi ambientali": 

Posizione
Classifica

Denominazione Punteggio

Autocarro
attrezzato

Macchina
operatrice

Fuoristrada
7 UNIONE COMUNI TACCHI D'OGLIASTRA 26     2
16 URZULEI CAPOFILA 22 1 1 1
23 UNIONE COMUNI D'OGLIASTRA 20 1   1
26 COMUNE DI VILLAGRANDE STRISAILI 20     1
56 COMUNE DI SEUI 12   1  
60 COMUNE DI USSASSAI 12     1
116 COMUNE DI TORTOLI' 7   1  
126 COMUNE DI GIRASOLE 2     1

 

AZIONE 6 "Avviamento di servizi comunali e/o intercomunali di trasporto locale":

Posizione
Classifica

Denominazione Punteggio

Minibus

9 UNIONE COMUNI TACCHI D'OGLIASTRA 22 2
32 COMUNE DI VILLAGRANDE STRISAILI 12 1
67 COMUNE DI TORTOLI' 2 1

 

 

Domenica, 06 Dicembre 2015 21:07

Torre di San Gemiliano

La torre, dal nome originario di Taratasciàr (in arabo "tredicesima torre") è nota anche con i nomi di torre Zaccurru, torre di Punta San Milano, torre del Soccorso a Punta Milano. Si erge in agro di Tortolì nei pressi della Marina di San Gemiliano e nell'antichità controllava la spiaggia di Orrì e di Cea ed era in contatto diretto con le torri di Barì, a Sud e con la torre di Bellavista (non più esistente) a Nord-Est.

Si trova a 42 metri s.l.m. ed è stata eretta in granito locale con una struttura architettonica particolarmente slanciata.

La forma è troncoconica, con 12 m di altezza per soli 7 m di diametro; la camera interna, dove alloggiava la guarnigione, è posta a circa 4 metri d'altezza ed è costituita da un piccolo vano voltato a cupola di circa 13 mq. A questo ambiente, detto anche Casamatta, si accede attraverso un boccaporto mentre per accedere alla Piazza d'armi, cioè al terrazzo superiore esterno, si utilizzava una scala di legno che passava tramite un'apertura praticata nella volta della casamatta.

Inizialmente non prevista in progetti cinquecenteschi, la torre risale probabilmente al primo quarto del XVII secolo; è, infatti, registrata nella Carta sulla descripcion de la Isla Y Reyno de Sardena, di Francesco Vico del 1639.
Nuovamente citata da documenti del 1720, quali la relazione del I° commissario di artiglieria, fabbriche e fortificazioni, Cagnoli, il fortilizio appareva in buono stato, mancandovi solamente una porta.
La torre, pur essendo stata progettata con funzioni di guardia, poteva anche essere utilizzata per la difesa leggera. Dalla relazione del 1767 del piemontese Ripol, si documenta la presenza di un capitano della torre (l'alcaide) e di due soldati mentre l'arsenale era costituito da sei fucili, due spingarde e un cannone.

Nel 1798 furono approntati dei lavori di riparazione su progetto del capitano ingegnere Marciot a seguito di forti danneggiamenti provocati da un fulmine.
Da una relazione del 1828 si ricava che la torre versava in una situazione così disastrosa che la guarnigione era costretta ad alloggiare nella vicina chiesetta di San Gemiliano. A seguito di questa segnalazione, fu incaricato l'architetto Melis di eseguire un progetto di restauro, completato due anni dopo.

Dopo la soppressione, nel 1842, della Reale Amministrazione delle Torri, la torre risulta sotto l'amministrazione del "Iudicado de Ollastre", come quelle di Bari Sardo e di Larga Vista; soltanto qualche anno dopo, fu dismessa.

Attualmente, a seguito di alcuni interventi conservativi, è stata resa visitabile attraverso alcune scale in metallo che permettono di accedere sia alla casamatta che alla piazza d'armi dalla quale si gode una splendida vista su buona parte del litorale ogliastrino.

La torre è visitabile gratuitamente accedendo da una scala a pioli in ferro esterna

Giovedì, 03 Dicembre 2015 12:11

Torre di Arbatax (San Miguel)

La torre di Arbatax (chiamata anche di San Miguel) è stata edificata prima del 1572 poichè viene citata in quell'anno come già operativa dalla relazione del Camos.

E' opinione diffusa che il nome del borgo derivi dall'arabo "Arba ‘at ‘ashar" che significa quattordici, poichè questa è la quattordicesima torre partendo dal sud dell'Isola.
Come riportato dal Fara, subì almeno tre attacchi dei barbareschi, nel 1601 perì l'alcaide Antonio Zurita, nel 1688 caddero due torrieri e nel 1696 ne morì uno.
Era presidiata da un artigliere e tre soldati governati da un alcaide.
La posizione baricentrica la fece diventare un strategico deposito munizioni per tutte le altre torri ogliastrine.

La solida struttura troncoconica in granito e porfido si sviluppa, con un diametro alla base di 10 metri e un'altezza di 12, su due piani di cui il primo con volta a cupola ed il secondo con soffitto piano, entrambi con pilastro centrale. Fino alla prima metà del XIX secolo, quando furono realizzate le strutture portuali, la torre era lambita dall'acqua, ora sorge a circa 4 metri sul livello del mare.

Ha subito alcuni interventi di adeguamento e una costante manutenzione dalla Guardia di Finanza che l'ha adibita a caserma fino alla fine degli anni '90. Attualmente è in discreto stato di conservazione e nonostante la proprietà sia del demanio marittimo dal 2000 è nella disponibilità del Comune di Tortolì che la utilizza per eventi e mostre.

Esiste un progetto di riconversione a Museo del mare d'Ogliastra.

Visitabile occasionalmente in relazione ad eventi

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