Parte 1^ - La Sindrome di Quirra

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Agugliastra.it pubblicherà in più parti l'articolo di Roberto La Paglia dal titolo "La Sindrome di Quirra".
L'articolo ripercorre la cronistoria degli eventi, partendo dalle origini del poligono, attraversando le inchieste e le vicende che hanno e caratterizzato questa controversa storia.

La Sindrome di Quirra

di Robero La Paglia

 

Quando si muore in silenzio si muore due volte, quando al silenzio si aggiunge l'indifferenza muore anche la possibilità di aggiungere un pilastro in più alle fondamenta di un mondo nuovo, nel quale silenzi e indifferenza non dovrebbero avere posto. A volte le tragedie si consumano in silenzio, e in fretta si devono dimenticare: la Sindrome di Quirra è una di queste.

Prime informazioni

Anno 1327, Don Alfonso d'Aragona istituisce nel centro orientale della Sardegna, la Contea di Quirra, divenuta in seguito Marchesato; il territorio comprenderà quattro feudi e numerosi villaggi, oltre al castello di Lotzorai.

Ben presto Quirra verrà dimenticata, come spesso viene dimenticato il Sud di ogni cosa, specialmente se questo Sud è rappresentato da un'isola e se questa isola può considerarsi fortunata soltanto in estate, viste le sue numerose bellezze naturali.

Molto spesso chi, anche per mestiere, spulcia tra gli archivi storici antichi e moderni, si imbatte in strani racconti, a volte così sconcertanti da apparire inverosimili; la storia in fondo è formata da tanti piccoli avvenimenti sparsi tra le pieghe del tempo, importanti o meno, che spesso acquistano connotazioni diverse a seconda del periodo durante il quale vengono trattati.

Non deve quindi stupire se alcune notizie non avranno mai un notevole risalto rispetto ad altre, è doveroso però riflettere quando il silenzio diventa costante, quasi imposto.

Forse proprio per questi motivi nessuno si interessò molto alla notizia che, nella zona di Salto di Quirra, si stava alacremente lavorando alla costruzione di un Poligono Interforze; d'altra parte non era certo il primo nel mondo e non sarebbe stato neanche l'ultimo.

Su questo disinteresse generale, oltre che sull'assenza di informazioni in merito, il destino iniziò a tessere trame di morte , stendendo la sua tela su Sarrabus, a circa 80 chilometri di distanza da Cagliari.

Parliamo della zona di Capo San Lorenzo, un piccolo angolo di paradiso, facilmente fruibile per turisti poco danarosi, dove i fenicotteri rosa si confondono con il tramonto, un paradiso che però ospita la più grande base Nato del Mediterraneo.

A questo punto saranno in molti a pensare che questo sia il solito articolo schierato a favore di chi è contrario alle basi militari, in realtà quello che verrà riportato in seguito ha ben poco a che fare con il pacifismo, giusto o esasperato che sia; quella che è stata ribattezzata come la Sindrome di Quirra è una problematica tragicamente attuale, una minaccia vera e propria, ancora più pericolosa perché coperta dal più assoluto silenzio.

Nessuno schieramento quindi, se non quello a favore di chi reclama di essere ascoltato, delle verità che devono essere divulgate e del diritto inalienabili di ogni persona a sapere cosa sta accadendo fuori dalla porta di casa sua.

 

Cronologia degli avvenimenti

Nel dicembre del 2000, mentre tutti affannati rincorrevano i regali natalizi e addobbavano le case per le ormai prossime festività, alcuni reduci dalle missioni di pace nei Balcani pronunciavano due semplici ma terribili parole: uranio impoverito.

Per chi non avesse più memoria dei fatti, è il periodo della cosiddetta Sindrome dei Balcani, che tradotta in altre parole significa quarantotto militari ammalati, circa una diecina morti, chi per leucemia linfatica, chi dopo aver contratto il linfoma di Hodgkin.

La commissione scientifica nominata dal Ministero della Difesa, con a capo l'ematologo Franco Mandelli, ovviamente non si sbilanciò più di tanto, e usando toni estremamente rassicuranti sentenziò che, statisticamente, non si trattava di un dato significativo.

Queste affermazioni però, ad un ben più attento esame, non fanno alcun accenno alle possibili origini che contribuirono a scatenare le patologie riscontrate; allo stesso modo nessuno si prese la briga di evidenziare una seconda, strana, anomalia statistica: dei quarantotto militari ammalati, molti erano Sardi o, comunque, avevano prestato servizio presso basi militari dislocate in Sardegna.

Ammesso quindi che il risultato non fosse statisticamente rilevante, lo stesso non si può affermare per l'incidenza relativa alla Sardegna; in questo caso, infatti, il dato che rileva più della metà dei soggetti di origine Sarda o comunque connessi all'isola stessa, diventa estremamente significativo.

In ogni caso, l'arrivo del Natale mette tutto a tacere, in uno stato di lieto e gioioso oblio, lo stesso nel quale da sempre vive la Sardegna e le sue vicende interne; questa ovattata coltre di silenzio avrà però vita breve.

Nel mese di gennaio del 2001 viene denunciato un alto tasso di leucemie e linfomi tra gli abitanti di Quirra, (circa 150); la denuncia viene firmata da uno dei tre medici di base di Villaputzu, sempre nella regione del Sarrabus, e dallo stesso sindaco del paese, primario di pneumologia presso l'ospedale Roberto Binaghi di Cagliari.

Ancora una volta la richiesta di accertamenti sanitari viene fagocitata dal limbo di cui sopra, e la situazione di stallo prosegue fino al 2002, periodo nel quale ai dati già denunciati si aggiungono quelli di ben dodici bambini colpiti da alterazioni genetiche nel comune di Escalaplano.

Ancora dati statisticamente non significativi?

L'organizzazione "Gettiamo le Basi" inizia una dura campagna mediatica, mentre i dati relativi alla Sindrome dei Balcani salgono a quattordici casi.

Durante i primi giorni di Marzo viene avviata una indagine scientifica che, sorprendentemente, quasi subito, svela a tutti l'enigma delle strane morti: inquinamento da arsenico!

A onor del vero, nella regione di Baccu Locci, all'interno di una zona militare, esiste realmente una miniera di piombo e arsenico, ma è stata chiusa nel 1964 e, come si dimostrerà in seguito, la connessione è del tutto errata.

L'indagine viene conclusa nel febbraio del 2003, effettuando uno screening sulla popolazione per accertare la contaminazione da arsenico; il risultato, ovviamente, è negativo, ma sarebbe bastato semplicemente consultare un qualsiasi testo di letteratura medica per sapere che non esiste alcuna connessione tra arsenico e tumori emolinfatici!

Timidamente alcune voci pronunciano due tragiche parole, "uranio impoverito" e da quel momento è una escalation di colpi di scena: nel 2004 una indagine del Ministero della Difesa rigetta categoricamente l'ipotesi che l'uranio impoverito possa essere la causa dei tumori di Quirra o delle alterazioni genetiche di Escalaplano; dal 2005 al 2006 la Commissione del Senato estende la propria indagine ai poligoni presenti in Sardegna, ma nel 2006 viene nuovamente riproposta la tesi della miniera come fonte dei tumori, e su questa verità si chiude il sipario su Quirra, nessuna altra spiegazione può essere divulgata se non quella che, in qualche modo, serve a tutelare lo Stato e le basi militari coinvolte.

Ma le cose sono andate veramente così?

 

Fine I Parte

 

Letto 17313 volte Ultima modifica il Giovedì, 19 Gennaio 2012 14:47

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