Sabato, 23 Luglio 2011 17:44

BARI SARDO

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COMUNE DI BARI SARDO

 

Bari-Sardo-Stemma

Altitudine 51 m s.l.m
Superficie 37,43 Km2
Abitanti 4.006 (01-01-2015)
Densità 107,04 ab./Km2
CAP 08042
Prefisso 0782
Cod. ISTAT 105002
Cod. Catasto A663
Zona Climatica B (Gradi Giorno 824)
Nome abitanti Bariesi
Patrono Beata Vergine di Monserrato
Festivo 8 Settembre
Sindaco Paolo Sebastiano Fanni (11-06-2012)
Sito web

http://www.comunedibarisardo.gov.it/

L'origine del nome risale probabilmente ad epoca preromana dalla radice mesopotamica "bar" e da "abbarì" (palude).

A seguito dell'unità d'Italia con il Regio Decreto n. 825 del 1862 Carlo Alberto decise di modificarne il nome in Bari Sardo, per non essere confuso con Bari di Puglia.

Il paese sorge a circa 4 Km dal mare, incastonato tra le colline di "Su Planu", "Pitzu 'e Monti", e l'altopiano di "Teccu". Questa sua posizione è stata indotta dalla necessità di proteggersi dalle frequenti incursioni saracene conseguenza delle quali venne fatta erigere per decreto del Re di Spagna, intorno al XVII secolo, la Torre.

L'attuale abitato deriva da un congiungimento degli antichi villaggi sorti intorno alle chiese rurali di "Sant'Antine", "San Leonardo", "Santa Cecilia" e "Santa Susanna", che ancora oggi costituiscono i quattro principali quartieri.

Al centro del paese troviamo una delle più belle chiese ogliastrine e non solo: la chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato, finita di edificare ad inizio '700 con una facciata semplice affiancata da uno splendido campanile in stile rococò piemontese, alto 42 metri aggiunto nel 1813.

Il paesaggio che si sussegue nei pressi dell'abitato è ricco di ulivi, mandorli ed una variegata macchia mediterranea. Ma ciò che colpisce di più di Bari Sardo è il ricchissimo litorale costellato da varie spiagge come quella di "Cea" caratterizzata dagli omonimi faraglioni di porfido rosso, e la lunghissima "Turri" dove si erge la torre spagnola denominata "Torre di Barì" queste due bellissime spiagge vengono interrotte dalla costa rocciosa di "Punta Niedda" che rappresenta il prolungamento a mare dell´altopiano basaltico di "Teccu" formatosi dall´eruzione di un antichissimo vulcano, la cui bocca è ancora visibile nell´altopiano.

La fascia costiera prosegue verso sud con "Su mari 'e is femminas" a testimoniare che fino a svariati decenni fa il "mare degli uomini" era a sinistra della torre e quello "delle donne" a destra, altro nome di quest'ultima spiaggia è "Sa Marina", infine troviamo "Pranargia" che con le zone umide di "Tramalitzia" e "Bau Enì" rappresentano il confine con il Comune di Cardedu.

La tradizione gastronomica si basa sui piatti della vita agropastorale, passando dai "Culurgionis", ad i "Mallureddus", proseguendo con il pane, dal più elaborato pani "Pani Pintau", al "Pistoccu" e "Moddissosu", a "Sa Coccoi" (una focaccia con la zucca), i formaggi, dal classico pecorino a su "Casu Ageru" la cui produzione sta assumendo sempre più rilevanza nell´economia del paese; gli arrosti allo spiedo e i vini rossi e bianchi.

 

Letto 19390 volte Ultima modifica il Martedì, 02 Febbraio 2016 17:44
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