Torre di Barì

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Descrizione

La torre spagnola di Barì sorge a circa 6 m slm, su un piccolo promontorio roccioso che avanza dalla linea di costa, ed è orlata da una spiaggia sabbiosa alla quale la torre ha dato il nome.

E' stata chiamata anche torre di Sant'Antonio di Barì, torre di Barry, torre di Abbai e torre vecchia di Barì.

La sua erezione fu consigliata nel 1572 dalla relazione del capitano di Iglesias, Marco Antonio Camos, a seguito di un censimento delle coste della Sardegna dei siti più frequentati dai corsari. Non è documentata la data esatta di costruzione, avvenuta a seguito dell'Editto di Filippo II° di Spagna del 1580 ma alcuni testi ne riportano il suo completamento tra il 1590 e il 1594. Ad ogni modo la sua esistenza prima della fine del XVI secolo, è attestata dal "libro dei matrimoni" della parrocchia, nel quale è scritto che tale Leonardo Lucio Lobina di Oristano, testimone di un matrimonio celebrato il 20 febbraio 1597, era ... alcaitu de sa turri de sa presenti villa ... alcaide della torre di questo villaggio.

Come è presumibile, la torre aveva funzioni di vedetta e, con una visuale di 15 km, osservava la zona che si estende da Capo Bella Vista a Capo Sferracavallo essendo in contatto visivo con le torri di Bellavista e di San Gemiliano a Nord e con la vedetta di capo Sferracavallo a Sud. Controllava anche la foce del Rio Mannu, meta cara ai pirati per l'approvvigionamento idrico.

Per la costruzione della Torre di Barì sono state usate rocce granitiche e basaltiche, utilizzando il materiale costruttivo disponibile in loco. La sua struttura perfettamente funzionale, nella forma tronco conica ha un'altezza di 12,75 m e diametro di 11,4 m alla base e 8 m al terrazzo dava una grande stabilità alla base, utile per sopportare le vibrazioni delle proprie cannonate e le bombarde nemiche.

Era presidiata da una piccola guarnigione ridotta al cosiddetto alcaide (il capitano della torre) e a due soldati. Fu danneggiata a seguito di uno scontro a fuoco con i saraceni nel maggio del 1748, e alla fine del secolo sono documentate riparazioni del mastro Mameli, mentre un intervento più radicale fu effettuato nella primavera del 1828. Nello stesso periodo la guarnigione alloggiava a Bari Sardo, continuando i suoi compiti di guardia. Nei due anni successivi, su progetto dell'architetto Melis, si pose fine alla ristrutturazione.

Nel 1842, fu soppressa la Reale Amministrazione delle Torri e l'anno successivo la torre fu dismessa. Durante la seconda guerra mondiale fu nuovamente riutilizzata come posto di vedetta.

Verso la fine degli anni '60 l'allora Sindaco Italo (Tattalu) Todde concesse in locazione la torre ad una famiglia di Jerzu che la adattò ad abitazione per qualche anno. Dal 2014 il Comune di Bari Sardo concede l'area come location per celebrare matrimoni con rito civile.

Ingresso

Visitabile occasionalmente in relazione ad eventi e mostre

Mappa

Letto 17585 volte Ultima modifica il Mercoledì, 13 Gennaio 2016 15:30